Si è contestato soprattutto il Ddl Bongiorno, l’attuale legge sulla violenza sessuale, nel corso delle manifestazioni che ieri, 8 marzo hanno popolato circa 60 piazze italiane, grazie alla rete “Non una di meno”. Sono stati toccati anche i temi della guerra all’Iran e al Libano, che avrà conseguenze su tutta la popolazione ma soprattutto sulle donne che più risentiranno dell’inflazione. Sono segnalati la bocciatura da parte del governo del congedo retribuito ai padri, l’eliminazione di Opzione Donna per le pensioni e l’abolizione delle consigliere per la parità sul lavoro, tutte mosse che non vanno nella direzione della tutela e del sostegno e che nella Giornata internazionale della donna sono emerse nella loro drammaticità. Con lo slogan “le nostre vite valgono. Noi scioperiamo”, nella giornata di oggi 9 marzo è stato indetto uno sciopero generale organizzato da diversi sindacati nei settori di scuola, università, ricerca. Nelle foto anche il murales che rappresenta Giulia Cecchettin, realizzato dall’artista Tvboy su un muro all’esterno del Mudec di Milano dedicato alla fondazione Giulia Cecchettin. (foto Ansa)
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Il grido delle donne in piazza
di Redazione
- Fonte: Città Nuova
L’8 marzo è l’occasione per focalizzare l’attenzione sul fronte delle disparità che riguardano le donne
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