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Giornata mondiale degli Oceani: le maree stanno cambiando!

di Redazione

Questa importante giornata istituita dall’Onu ha lo scopo di aprirci gli occhi sull’urgenza di proteggere i nostri preziosissimi oceani

Producono ossigeno, intervengono nei processi climatici, forniscono cibo e sono custodi di un’ampissima biodiversità: è per questo che oggi, 8 giugno, come ogni anno si celebra la Giornata mondiale degli Oceani, per sensibilizzare le persone alla loro importanza per la vita del nostro Pianeta e promuoverne una virtuosa conservazione.

Questa giornata è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 2008 e quest’anno cade a ridosso della Giornata mondiale dell’Ambiente e durante la III Conferenza Oceani nel più ampio contesto che è il Decennio delle Scienze oceaniche per lo Sviluppo sostenibile, inaugurato nel 2021 che terminerà nel 2030: si sottolinea così la necessità di prendere atto dei numerosi fenomeni che minacciano la salute dei nostri oceani, che vanno dall’inquinamento (l’80% dei detriti marini è costituito da plastica), allo sfruttamento scellerato dei fondali mediante la pesca eccessiva (che preleva anche specie non pescabili quali tartarughe delfini e squali), alla perdita di habitat costieri, tanto per dirne alcuni.

Il tema di quest’anno in particolare è: “Pianeta Oceano: le maree stanno cambiando”, con cui l’Onu sottolinea che «nonostante la totale dipendenza dell’umanità da esso e rispetto all’ampiezza e alla profondità di ciò che ci offre, l’oceano riceve in cambio solo un frammento della nostra attenzione e delle nostre risorse. Ma le maree stanno cambiando»: durante lo scorso vertice COP15 infatti è stato deciso che entro il 2030 il 30% del pianeta dovrà essere sotto protezione speciale, e in questo rientrano le aree marine.

Non solo i Governi, anche noi dobbiamo cambiare la marea facendo ciascuno la propria parte; possiamo imparare attraverso le numerose iniziative di informazione e sensibilizzazione promosse durante questa importante giornata che riguardano vari settori quali ad esempio la pulizia delle spiagge, la riduzione dell’uso della plastica, l’adozione di pratiche sostenibili nell’uso delle risorse marine per la preservazione delle specie e una migliore produzione di pescato.

Uniamoci tutti nel nome delle scelte responsabili attraverso l’hashtag #OceanFirst, perché la chiamata alla difesa degli oceani arrivi a quanti più possibile per un cambiamento immediato e duraturo. (AP Photo via LaPresse)

 

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