Scenari

TikTok al bando

Le tensioni internazionali alzano l'allerta sulla sicurezza informatica e molti Stati in tutto il mondo stanno vietando l'utilizzo dell'applicazione cinese TikTok sui dispositivi governativi

Women wearing masks to prevent the spread of the coronavirus chat as they pass by the ByteDance headquarters in Beijing, China on Friday, Aug. 7, 2020. President Donald Trump on Thursday ordered a sweeping but unspecified ban on dealings with the Chinese owners of consumer apps TikTok and WeChat, although it remains unclear if he has the legal authority to actually ban the apps from the U.S. TikTok is owned by Chinese company ByteDance. (AP Photo/Ng Han Guan)
Icons for the smartphone apps TikTok and WeChat are seen on a smartphone screen in Beijing, Friday, Aug. 7, 2020. President Donald Trump has ordered a sweeping but unspecified ban on dealings with the Chinese owners of the consumer apps TikTok and WeChat, although it remains unclear if he has the legal authority to actually ban the apps from the U.S. (AP Photo/Mark Schiefelbein)

Un numero sempre maggiore di paesi in tutto il mondo sta vietando l’uso della piattaforma social TikTok sui dispositivi dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Nel mirino la società cinese ByteDance, proprietaria dell’applicazione, per il pericolo che questa rappresenterebbe a livello di cybersecurity (sicurezza informatica) vista la tensione tra la Cina e l’altra sponda del Pacifico.

Uno dei primi paesi a vietare TikTok, oltre due anni fa, è stata l’India, che con i suoi 200 milioni di utenti attivi al mese costituiva il maggior volume d’affari di tutta l’Asia meridionale.

Alla fine del 2022 gli Usa hanno proibito l’uso dell’applicazione ai legislatori e in più di 30 Stati americani anche ai funzionari pubblici. Questa linea ha coinvolto anche diverse università, dove i vertici d’ateneo hanno suggerito agli studenti di evitare l’utilizzo del social.

Sulla scia degli Stati Uniti si è aggiunta l’Unione Europea, con la decisione della Commissione europea prima e a distanza di una settimana del Parlamento europeo di disinstallare l’applicazione dai dispositivi aziendali e da quelli privati registrati ai servizi della Commissione e del Parlamento (email e altri accessi alla rete istituzionale). Una nota di Bruxelles sottolinea che l’attenzione resterà alta anche su tutte le altre piattaforme social. Un portavoce di TikTok commenta così la decisione: «Abbiamo contattato la Commissione per mettere le cose in chiaro e spiegare come proteggiamo i dati dei 125 milioni di persone che utilizzano TikTok ogni mese in Europa».

Per quanto riguarda l’Europa solo pochi Stati membri hanno imposto divieti, tra questi il Belgio, che ha vietato l’utilizzo dell’applicazione su smartphone e pc ai ministri e ai funzionari pubblici federali in base a una decisione che il vicepremier ha definito «logica e necessaria». Su posizioni più morbide Danimarca e Olanda, che hanno raccomandato al personale governativo di rimuovere il social ma senza divieti formali.

In Italia per ora nessuna decisione: il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo l’8 marzo scorso ha spiegato che la linea da seguire sarà frutto di una scelta da compiere solo dopo un confronto con le altre istituzioni.

Tra le posizioni più risolute il Canada, che ha vietato TikTok su tutti i dispositivi governativi così come la Gran Bretagna, che dal 16 marzo ha proibito l’uso del social «con effetto immediato», come ha dichiarato il ministro del Digitale con delega alla cybersicurezza. Seguirà su questa linea la Nuova Zelanda, che dal 31 marzo applicherà il divieto a tutti i dispositivi con accesso alla rete parlamentare. (Foto AP via LaPresse)

 

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