Il 16 marzo del 1978 venne rapito dai brigatisti Aldo Moro, segretario della Democrazia Cristiana, e morirono i 5 uomini della sua scorta: i due carabinieri che viaggiavano nell’auto di Moro (Oreste Leonardi e Domenico Ricci) e i tre poliziotti sull’auto di scorta (Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi). Moro era partito dalla sua abitazione di via del Forte Trionfale 79 verso il Parlamento dove il nuovo governo guidato da Andreotti avrebbe chiesto la fiducia, ma le due auto vennero bloccate in Via Mario Fani dalle Brigate Rosse. Probabilmente era diretto alla chiesa di Santa Chiara, in piazza dei Giuochi Delfici, che era solito visitare prima di andare a lavoro. Durante l’agguato vennero sparati 91 colpi in appena 3 minuti, ma nonostante tutto Moro rimane illeso. Con una telefonata il brigatista Valerio Morucci dettò all’Ansa il seguente messaggio: «Questa mattina abbiamo sequestrato il presidente della Democrazia cristiana Moro ed eliminato la sua guardia del corpo, teste di cuoio di Coddiga. Seguirà comunicato. Firmato Brigate Rosse». (foto Ansa)
Approfondiamo la figura di Aldo Moro nell’articolo: Alla scoperta del pensiero di Aldo Moro, di Carlo Cefaloni
