MTV Awards: il rock da vedere

Anovembre saranno trent’anni. Tanti ne sono passati da quando il programma della Bbc Top of the pops mandò in onda il primo video- clip (per la cronaca una rudimentale versione video di Bohemian Rhapsody dei Queen). Non ci volle molto a capire la forza e le prospettive del nuovo strumento mediatico, dapprima sul piano emozionale e poi, soprattutto, su quello promozionale. Già all’inizio della decade seguente i video musicali divennero imprescindibili per qualunque gruppo o solista che aspirasse a conquistarsi un posto al sole delle classifiche di vendita; alcuni successi planetari, come il celeberrimo Thriller di Michael Jackson o gli album di Madonna furono costruiti proprio grazie ad essi. Mtv, la prima tivù a trasmettere solo musica, nacque nell’agosto del 1981: due anni dopo contava già oltre venti milioni di abbonati. Oggi è disponibile a tutti e può contare consorelle e concorrenti in tutto il mondo. Va detto però che una tale crescita esponenziale -sia produttiva che di consumi – raramente s’è accompagnata ad una proporzionale maturazione sul piano artistico ed espressivo. Se gli anni Ottanta e Novanta segnarono una costante evoluzione dei linguaggi stilistici e uno sviluppo della gamma espressiva, da tempo i video- clip sono sempre più relegati al ruolo di mero supporto promozionale, più o meno banale o didascalico, più o meno trasgressivo: basta buttare l’occhio alle infinite emittenti che ormai li trasmettano a rotazione continua per rendersi conto che le uniche vere innovazioni sono quelle consentite dai continui sviluppi della tecnologia digitale. Del resto il ruolo trainante in quest’ambito è ormai ad appannaggio dei dvd: veri e propri dischi da vedere il cui mercato sta rapidamente soppiantando quello in crisi cronica dei cd. Guarda caso… Ciò non toglie che il mercato dei clip musicali continui a costituire una valida cartina al tornasole per individuare il mutare dei gusti e delle mode nell’ambito del pop-rock contemporaneo. In questo senso la recente edizione dei prestigiosissimi Mtv Video Music Awards ha parlato chiaro: dopo anni di subalternità nei confronti del pop patinato e delle varie desinenze hiphop, il rock sembra aver ritrovato la grinta dei suoi anni belli, almeno per quel che concerne la popolarità. Lo certifica il trionfo dei Green Day (ben otto statuette per questa band amatissima soprattutto dai giovanissimi rockettari d’Occidente). E premi importanti se li sono portati a casa anche i Killers (miglior video tra i gruppi emergenti), e i Gorillaz, premiati come video-rivelazione dell’anno. Insomma, il rock non molla: dato per morto infinite volte, continua a reincarnarsi in mille modi, non ultimo resuscitando ciclicamente le cariatidi dei suoi albori: i recenti ritorni discografici di istituzioni come Rolling Stones o Eric Clapton ci dicono che i vegliardi tengono ancora il passo meglio di tanti epigoni che potrebbero essergli nipoti. Occhio dunque: nonno rock tiene botta, almeno in tivù e in tournée: s’annuncia un autunno caldo, visto che in radio gira tutta un’altra musica… CD Novità CRAIG DAVID THE STORY GOES… Cgd-Warner Il giovanotto di colore è ormai uno dei personaggi di punta del black-pop odierno. Questo suo nuovo album va giù che è un piacere: intrigante nei suoni, furbo negli arrangiamenti, banale nei testi. Come dire perfetto per la fruizione radiofonica, ma nulla più. BRIAN ENO ANOTHER DAY ON EARTH Opal – Ryko Sublime alchimista di suoni, Eno naviga da almeno vent’anni lontanissimo dalle spiaggette del pop-rock, e lo conferma una volta di più. Dischi così sono sempre meno a poterseli permettere, sia per talento che per convenienza. Undici brani così suggestivi ed impervi, che paiono arrivare da un altro pianeta.

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