Molise in Action: la regione che torna ad esistere

Mirko, Arianna, Roberta e Manuela sono quattro giovani molisani che un giorno decidono di non fuggire dalla loro terra, ma con resilienza, ingegno e tanta fatica trasformano le cascate di Carpinone da luogo sconosciuto a meta turistica di eccellenza mondiale.
Panorama di Carpinone, Isernia - Molise. Foto: Mirko Venditti

I dati Istat sulla decrescita demografica italiana sono impietosi e in Molise, in particolare, lo spopolamento negli ultimi quattro anni ha raggiunto il 7,9 per mille. Un emigrato italiano su tre ha un’età compresa tra i 25 e i 34 anni e, dal 2012 ad oggi, il mezzogiorno ha perso circa 525mila residenti. Aumentano dunque i giovani meridionali che abbandonano le loro terre in cerca di fortuna a Nord o addirittura all’estero.

Oggi però vi raccontiamo la storia di un gruppo di giovani molisani che, ispirati da “sana incoscienza”, hanno deciso di restare a Carpinone, il loro paesino d’origine, e rimboccandosi le maniche hanno trasformato le avversità in punti di forza. È una storia che per quanto incredibile e per quanto accaduta in Molise, l’unica regione italiana che per antonomasia “non esiste”, è una storia vera e i suoi giovani protagonisti esistono davvero e noi li abbiamo incontrati.

«Sono un appassionato di fotografia – ci dice Mirko Venditti, trentenne molisano – e avevo lasciato la mia terra per cercare lavoro nel Nord Italia, dove fotografavo dei posti naturalistici molto belli. Poi, però, mi sono reso conto che io stesso avevo un posto bellissimo a casa mia, le cascate di Carpinone, ma che erano sconosciute. Così ho pensato di farle scoprire a tutti i miei amici delle altre regioni».

Mirko dunque passa “all’azione” e insieme a Roberta Pizzuti, Arianna Di Tella e Manuela Tomasi, sue giovani compaesane, dà vita alla cooperativa denominata appunto “Molise in Action”.

«Le cascate di Carpinone – ci spiega Arianna Di Tella – fino ad allora erano inaccessibili, abbandonate e sconosciute ai carpinonesi stessi. Era persino pericoloso arrivarci e allora noi abbiamo aperto un sentiero agibile per raggiungerle».

Cascate di Carpinone e anemoni (Isernia – Molise). Foto: Arianna Di Tella

Occorreva poi rendere le cascate individuabili. Cosa non facile, perché il Molise a causa delle ridotte dimensioni territoriali e dei paesaggi appartati seppur spettacolari, è sempre stato poco conosciuto, tanto che qualche anno fa un “meme” definì il Molise come “la regione che non esiste”. «Ebbene – esclama Arianna – noi creammo su “Google map” la posizione e le coordinate geografiche delle “Cascate di Carpinone”. Allora fu un po’ come se anche Carpinone e con esso tutto il Molise fossero tornati ad esistere!».

Tutto questo accadeva nel 2019. «Gli amici di Mirko vengono a trovarci numerosi – racconta Arianna – e restano affascinati dal Molise. Ci scattiamo tante foto, le postiamo sui social con geolocalizzazione e hashtag ed è così che alle cascate di Carpinone cominciano ad arrivare i primi turisti».

Nel 2020 però arriva anche la pandemia. «Il lockdown non ci ha scoraggiati – ricorda Arianna – anzi, è stato un punto di forza perché ci “ha consentito” di dedicarci ancor più a rendere praticabile il sentiero per le cascate, senza mai smettere di promuovere sui social la nostra attività. Finita la pandemia abbiamo avuto il boom di visitatori da tutto il Molise, creando un’autopromozione del territorio che si è estesa a tutt’Italia, poi all’Europa e oggi arrivano turisti da tutto il mondo desiderosi di ammirare le nostre cascate!».

Un bel risultato! «Certo – prosegue Arianna –, ma stiamo faticando ancora per poter rendere questo nostro progetto, nato come volontariato, un vero e proprio sbocco lavorativo che resista negli anni e che ci consenta di lavorare e restare nella nostra terra. Ecco perché, malgrado il bel risultato ottenuto, ci stiamo impegnando il doppio, fiduciosi che altre soddisfazioni ci ripagheranno dei sacrifici fatti».

Giovani di fronte alle cascate dello “Schioppo” Carpinone (Isernia – Molise). Foto: Eric Di Scenza.

Le chiedo cosa direbbe ai tanti giovani meridionali che lasciano la loro terra, e afferma: «Molto spesso noi giovani del Sud Italia crediamo poco in noi stessi e pensiamo che non ci siano potenzialità nel nostro territorio. La nostra esperienza invece ci ha insegnato che le potenzialità a Sud ci sono e che Carpinone è un esempio che potrebbe essere replicato in altre terre del Mezzogiorno. Ai giovani meridionali direi dunque di non perdere la speranza, di credere in sé stessi e di impegnarsi a trovare una strada che forse non è quella più semplice, ma che di certo è quella più soddisfacente, soprattutto quando è quella della loro terra».

Mi sembra un traguardo soddisfacente, come le esperienze proposte da “Molise in Action”, e le chiedo quale sia la sua preferita: «È il “River trekking”: si indossano delle tute stile pescatore e si fa una passeggiata di circa un chilometro nel fiume fino a raggiungere una delle cascate di Carpinone. È una full immersion nella natura, un’esperienza sensoriale che tonifica il corpo e giova allo spirito».

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