Miracoli del calcio

Da quelle parti sembra proprio che il calcio sia la madre dei piccoli miracoli.
Una partita di calcio tra Iran e Iraq

11 Gennaio. Iran-Iraq 2 a 1, una partita semianonima della fase preliminare della Coppa d’Asia. Sul terreno di gioco però c’era molto di più: una rivalità antica, nata ai tempi del dominio ottomano, venuta alla ribalta dopo otto anni di guerra tra il 1980 e il 1988 e oltre un milione di vite umane stroncate.

Eppure da quelle parti sembra proprio che il calcio sia la madre dei piccoli miracoli.

Ricordate i Mondiali di Francia ’98? La partita allora era Stati Uniti-Iran, due ideologie a confronto. Si sciolse tutto prima del fischio d’inizio con i giocatori abbracciati.

Nel 2007 un altro piccolo grande miracolo. L’allenatore serbo Milutinović, portò al successo nella Coppa d’Asia i giocatori dell’Iraq. Sulle tribune apparve uno striscione: «La guerra non ucciderà mai il calcio». In una Baghdad allora martoriata dalla guerra, capitale di un Paese da ricostruire, la gente si riversò nelle strade per festeggiare in barba alle divisioni e ai fatti di cronaca nera.

Dal Qatar martedì sera ci è arrivata una nuova lezione di storia. Solo un minuto di silenzio e poi, gioco corretto e tifoserie tranquille. Al termine saluti, sorrisi e scambi di magliette tra giocatori che alloggiavano nello stesso albergo.

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