Minori e tv

Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri a fine giugno introduce norme più severe a difesa dei telespettatori.
Bambini davanti alla tivù

È una conquista importante, a tutto vantaggio dei telespettatori più giovani, bambini e adolescenti. Solo un passo, per il vero, ma decisivo, lungo il percorso verso una sempre maggiore tutela dei minori fruitori della tv. Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri a fine giugno introduce norme più severe a difesa dei telespettatori under 18, rafforzando le tutele previste per la “fascia protetta” – dalle 16.00 alle 19.00 – e in orario di “tv per tutti” – dalle 7.00 alle 23.00, esclusa la fascia protetta – e limitando fortemente la diffusione di contenuti altamente nocivi ai canali o ai programmi acquistabili a pagamento o previo sistema di controllo genitoriale (il cosiddetto parental control, che blocca l’accesso al contenuto e consente di disattivare la funzione solo con l’inserimento di un codice segreto), comunque non prima delle 23.00 e fino alle 7.00.
«Sono vietate le trasmissioni televisive che possono nuocere gravemente allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori, e in particolare i programmi che presentano scene di violenza gratuita o insistita o efferata ovvero pornografiche», recita il nuovo articolo 34 del “Testo unico della radio-televisione”, che recepisce i rilievi della Commissione europea in materia. In particolare, il nuovo testo proibisce la messa in onda di film classificati come “vietati ai minori di 18 anni” e di programmi considerati gravemente nocivi dello sviluppo psicofisico dei minori, che potranno essere fruiti solo ed esclusivamente mediante servizi a richiesta dell’utente e purché dotati delle necessarie tutele. Sui film vietati ai minori di 14 anni la norma si fa più restrittiva: essi potranno andare in onda solo fra le 23.00 e le 7.00 del mattino, comunque su richiesta e con l’obbligo del parental control. Come obbligatoria, in entrambi i casi, sarà la segnaletica del bollino rosso, che dovrà restare in sovraimpressione per l’intera durata del film. Le stesse norme valgono anche per le anteprime di opere cinematografiche. I criteri per l’individuazione dei contenuti non adatti alla fruizione dei minori saranno precisati dall’Agcom.
 
ONDE MEDIE E CRISI
Radio24 per gli imprenditori in difficoltà
Disperatimai@radio24.it è l’indirizzo e-mail che Radio 24-Il Sole24Ore mette a disposizione di imprenditori, artigiani, professionisti in difficoltà che desiderano raccontare la propria storia, condividere esperienze e fatiche legate al proprio lavoro – acuite e rese sempre più spesso drammatiche dalla difficile congiuntura economica – e, perché no, superando imbarazzo, riserbo, vergogna, infine chiedere aiuto. Da settimane l’emittente, che nasce vicina alla sensibilità e agli interessi della classe imprenditoriale italiana, propone servizi e rubriche di approfondimento per capire come fronteggiare le sfide attuali: si parla delle alternative al credito bancario, dei Confidi e del supporto delle organizzazioni sul territorio; e poi di iniziative di sostegno a imprenditori in difficoltà, offrendo anche un filo diretto con un gruppo di esperti della Fondazione nazionale per il sostegno alla ricerca in psichiatria. Un esempio di come i media possano tradurre nel concreto – se lo vogliono –  il loro potenziale di servizio pubblico.
 
WEB-GIORNALISMO
Il primo incontro nazionale degli operatori del settore
Ben 450 le persone che hanno preso parte ai lavori, 1500 i tweet legati all’evento, 250 mila i contatti totali su Twitter. Questi i numeri di Dig.it, il primo incontro nazionale dedicato ai professionisti del giornalismo online, che si è svolto a Firenze il 4 e 5 luglio scorsi. Un’occasione per evidenziare le opportunità del web 2.0 e insieme la necessità di nuove regole per le testate online. In 12 panel si è parlato tra l’altro dell’apporto decisivo, ma bisognoso di una chiara regolamentazione, del Citizen Journalism e dei blogger; del “diritto all’oblio” sulle testate digitali e di strategie per gestire le community; di investimenti, precariato e dello specifico del “giornalista digitale”.

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