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Italia > Politica e società

Milano al voto, le prospettive possibili

di Angela Grassi

- Fonte: Città Nuova

Idee e proposte per una Milano segnata da una pandemia che ha fatto vacillare molte certezze. Proposte e priorità emerse dall’iniziativa promossa dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e dal documento condiviso dal coordinamento diocesano delle realtà associative

Milano People walk in front of the Duomo (AP Photo/Luca Bruno

Alla vigilia delle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre che vedono 13 candidati per la carica di sindaco ( cfr elenco e curriculum sul sito del comune ) anche a Milano si pone la domanda: quali priorità per una nuova agenda urbana?

È stato questo il filo conduttore di una serata-dibattito promossa il 27 settembre a Milano dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli che ha curato anche l’edizione del libro “L’ultima Milano Cronache dai margini di una città” di Jacopo Lareno Faccini e Alice Ranzini. Un volume non di denuncia ma «l’innesco di un confronto sul presente e il futuro della città che possa dare spazio alle tante voci e prospettive che la abitano».

E molteplici sono le voci del volontariato e del terzo settore milanese, che con la loro iniziativa civile contribuiscono ogni giorno a fare Milano, a delineare le priorità per la città: la scuola, il lavoro, la casa, l’integrazione.

Sulla scorta del loro agire si sono confrontate anche sul documento “Tocca a noi, tutti insieme” maturato nell’ambito del Coordinamento diocesano associazioni, movimenti e gruppi che presenta le enormi sfide che anche a livello municipale occorre affrontare per rispondere alle esigenze di famiglie, lavoratori, giovani, persone fragili o emarginate.

A Milano, che nel 2018 e nel 2019 si conferma al primo posto nella classifica annuale delle città italiane più vivibili stilata da Il Sole 24 ore, un terzo della ricchezza cittadina è detenuto dal 9% della popolazione. Questo e altri dati che la pandemia da Covid -19 ha fatto emergere, fanno scricchiolare, come dicono Faccini e Ranzini nel loro testo, il cd. modello Milano quale «esempio di sviluppo urbano, capace di coniugare competitività, innovazione e accoglienza». (1)

Tuttavia, dall’ascolto delle varie voci simbolo di una città operosa e generosa, dall’entrare nelle storie ai margini della città e in quelle di fragilità sfumate che tutti possiamo incontrare, emerge l’esigenza di mettersi sempre più in rete per co-governare la città.

Si sta facendo strada, infatti, una convinzione: che il “miglior governo” non sia quello del “leader illuminato” che organizza il potere in modo virtuoso, quanto la capacità del sistema-città di concepire collettivamente una visione comune e dei suoi attori di agire in corresponsabilità (Cogovernance 2021).

Si comprende come il ruolo dei cittadini sia fondamentale per la rigenerazione della città non solo dal punto di vista urbano; cittadini formati e informati che sappiano accogliere l’invito sempre attuale di Giorgio La Pira «Amate la vostra città, come parte integrante, per così dire, della vostra personalità. Voi siete piantati in essa: in essa saranno piantate le generazioni future che avranno da voi futuro… Ogni città racchiude in sé una vocazione e un mistero… Custoditene le piazze, i giardini e strade, le scuole… meritate le sublimi grandezze di civiltà cristiana di cui è ricca…».

E a proposito di vocazione della città di Milano, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria nel 2004, Chiara Lubich così affermava: «Si può dunque vedere Milano come una città portata all’amore verso gli altri. Per questo ardisco oggi, come nuova cittadina di Milano, invitare la mia città a mettere decisamente a base della sua vita, in ogni suo aspetto, quell’amore mutuo evangelico che è la fonte e il segreto della vera fraternità e della felicità. Così facendo essa potrà sviluppare la sua vocazione al bene, all’amore e divenire una stella che indichi il cammino a tanti; una profezia di che cosa potrebbe essere il mondo se tutti gli uomini la imitassero».

Un nuovo modello Milano da vivere insieme.

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