Michelangiolesco Matisse

Il pittore della sintesi, letto a partire da Michelangelo.
Matisse

Matisse e Michelangelo, legati nello stile e nella passione che li porta a cercare un “di più”. Le nuove frontiere dell’arte chiedono a entrambi di lasciare la tradizione figurativa in favore di una tensione che distorce corpi e figure. Michelangelo diventa un modello soprattutto nella coraggiosa sintesi delle forme. Il volume e la profondità vengono annullati; il soggetto o il motivo diventano un pretesto per offrire forme e colori ad una percezione diretta.

 

Il percorso verso l’essenzialità è testimoniato nella mostra da dipinti, sculture, disegni, incisioni, vetrate e dalle famose gouache découpé, alcune esposte per la prima volta. Proprio queste coloratissime invenzioni, a cavallo tra pittura pura e collage, uniscono l’elemento pittorico a quello scultoreo, preponderante in Michelangelo. Matisse stesso dirà: «Ritagliare a vivo nel colore mi ricorda il procedimento diretto della scultura». È così che le figure di Matisse non cedono allo “svolazzare” ma, leggere e colorate, conservano la forza e l’incisività michelangiolesca.

 

Matisse, la seduzione di Michelangelo. Brescia, Museo di Santa Giulia, fino al 12/6 (cat. Giunti).

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