Metti la salute in valigia

Partenze dell'ultima ora? Come non farsi spiazzare dalla mancanza di una medicina importante o dalla necessità di un ricovero.
Ultimo avviso per i viaggiatori last minute, quelli che decidono di partire all’ultimo momento e rischiano, più degli altri organizzati da tempo, di lasciare a casa oggetti o altre cose utili se non indispensabili: non dimenticare le medicine personali nella quantità che serve a coprire tutta la durata del viaggio. E inoltre avere a portata di mano il tesserino sanitario per un’eventuale prescrizione o un imprevisto ricovero ospedaliero.

 

È la raccomandazione che arriva da medici e farmacisti che ogni anno, nel periodo delle vacanze estive, si trovano alle prese con richieste impossibili da soddisfare: farmaci indispensabili ma di non facile reperibilità, differenze di trattamento da un Paese all’altro, incomprensioni dovute a difficoltà linguistiche e quant’altro.

 

E se all’interno del nostro Paese si può ricorrere al medico di famiglia del posto in cui si è domiciliati (dietro pagamento della prestazione) o recarsi presso le antiche guardie mediche, il discorso diventa più complicato qualora ci si trovi all’estero. Qui ci si può imbattere nelle diverse normative nazionali.

Nei Paesi che fanno parte dell’Unione europea basta essere muniti di una Team (tessera europea di assicurazione malattia) per accedere alle stesse prestazioni sanitarie erogate agli abitanti della nazione visitata, compreso il pagamento di eventuali ticket.

Se ci si vuole recare in altri Paesi, c’è da tener presente che con alcuni l’Italia ha stipulato una convenzione sanitaria, con altri no. Nel primo caso  basterà recarsi presso la propria azienda sanitaria e farsi rilasciare un modulo con le indicazioni sulle prestazioni sanitarie previste e sulle modalità per ottenerle qualora se ne avesse bisogno. Nel secondo caso è bene verificare se il viaggio acquistato è comprensivo di assicurazione sanitaria, altrimenti conviene stipularla.

Diversamente ci si potrebbe trovare in grosse difficoltà. Pensiamo ad esempio ad un Paese come gli Stati Uniti dove, in mancanza di un’assicurazione stipulata prima della partenza, bisogna pagare tutto, senza possibilità di rimborsi una volta tornati in Italia.

 

Ma vuoi che mi capiti proprio all’estero qualcosa di serio? Mai dire mai. Recenti indagini internazionali hanno evidenziato che un viaggiatore su 600 ha dovuto fare ricorso ad una prestazione sanitaria; uno su 9 mila ha dovuto cercare un medico; uno su 10 mila è stato ricoverato in ospedale; uno su 20 mila è morto all’estero. Percentuali basse, come si vede, ma è sempre meglio essere premuniti.

Chi ci salverà, allora? Il Padreterno di sicuro, a cui in genere un qualche potere sulla vita o sulla morte sembra sia stato lasciato. Ma, senza costringerlo a intervenire laddove altri possono supplire, niente paura, è in arrivo anche il medico virtuale.

C’è qualcuno, infatti, che ha pensato che è molto più semplice far spostare le informazioni anziché i pazienti. Stiamo parlando di telemedicina, ossia la medicina di un futuro non tanto lontano, anzi, da qualche parte già presente. Ne guadagnerebbero l’erario e la salute. I conti, infatti, depongono a favore di un’informatizzazione del sistema, come ha evidenziato negli Stati Uniti l’Economist con un documentatissimo dossier. E anche il nostro ministro per la pubblica amministrazione, Brunetta, ha calcolato che «se l’elettronica entrasse fino in fondo nel servizio sanitario, si potrebbe risparmiare fino al 30 per cento». Basta pensare che in Italia si eviterebbero di stampare 550 milioni di ricette l’anno e 12 milioni di certificati di malattia con relativa raccomandata.

Ma soprattutto ne guadagneremmo in salute. Perché stando in rete si può capire con rapidità dove portare il paziente colpito da un trauma improvviso o fare arrivare i suoi esami presso lo specialista più adatto.

A Treviso, ad esempio, è già possibile accedere online (dunque da qualsiasi altra regione o nazione) ai referti degli esami medici; a Torino identità, dieta, farmaci e cartella clinica del paziente sono contenuti in un braccialetto elettronico; nel Veneto i centri di Pronto soccorso sono connessi al centro di neurochirurgia in modo che lo specialista vede la tac e decide cosa fare; a Roma i pazienti con fibrillazione atriale vengono dimessi con un kit che può trasmettere i dati da casa.

Insomma si può avere chi ci cura nel miglior modo possibile sempre a portata di mano, anche se fisicamente lontano. Un buon risultato se vissuto nell’ottica di un’uguaglianza di accesso alla cure; un rischio, se la macchina si sostituisce alla relazione medico-paziente che rimane fondamentale.

 

La sanità in un clic

 

Qualche sito interessante da consultare prima di mettersi in viaggio.

 

www.viaggiaresicuri.mae.aci.it Un sito nato dalla collaborazione fra Automobil club d’Italia e Ministero degli affari esteri. Precauzioni, rischi, situazione climatica e sanitaria, documentazione necessaria, viabilità, mappe e indirizzi utili.

www.travelmedicine.it Schede su ogni Paese con apposita rubrica per rivolgere domande ad esperti in patologie da viaggio.

www.viaggiesalute.org Realizzato dal Centro collaboratore dell’Organizzazione mondiale della sanità, fornisce tutte le informazioni necessarie per vaccinazioni e profilassi di malattie specifiche.

www.travelclinic.it Tutto ciò che serve sapere prima di partire comprese le eventuali epidemie in corso. In più la possibilità di tenersi informati iscrivendosi ad una newsletter.

www.pediatria.it Il sito con una sezione rivolta alle famiglie, dedicata alle vaccinazioni e alle malattie infettive. In un’altra sezione le risposte fornite da specialisti ai più frequenti quesiti.

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