Merlin, trionfa il fantasy

La storia di Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda viene riproposta da Netflix attraverso la serie Merlin, andata in onda dal 2008 al 2012. La lotta tra il bene e il male è adatta in questo caso anche a un giovane pubblico

Su Netflix viene riproposta la serie in cinque stagioni Merlin della Bbc, andata in onda dal 2008 al 2012. È la nota saga bretone di Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda, del mago Merlino e della strega Morgana, di Lancillotto e Ginevra, che il cinema ha trattato spesso, ad esempio in Excalibur del 1981.

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Ma qui la saga diventa un fantasy pieno di verve, di battute spiritose, oltre che di magie e incantesimi orrendi, draghi, battaglie, ecc., con gran dispendio di effetti speciali. Niente però di simile al Trono di spade – in cui troviamo alcun attori di questa saga – più drammatica e cruenta. In Merlin la sorpresa è che Merlino non è il vecchio mago – ricordate il disneyano La spada nella roccia? –, bensì un ragazzo di campagna che ha il dono della magia ma lo deve nascondere perché il padre del giovane Artù, di cui è il servo, perseguita i maghi a Camelot. Il rapporto d’amicizia tra Merlino e l’altezzoso Artù è quello di un’autentica amicizia virile sempre più profonda, nonostante il principe lo tratti male – ma il ragazzo ha la lingua lunga e si difende bene – e non si renda conto che Merlino gli salva spesso la vita. Amicizia dunque, ad ogni costo, perché il destino del giovane mago – come il suo tutore Caius e il drago gli dicono – è legato ad Artù. Logica allora l’opposizione alla maga Morgana, bellissima e fatale, e ai suoi loschi complotti, a cui partecipa addirittura, vittima di un incantesimo, Ginevra che da serva diventa moglie di Artù. Potenza dell’amore puro e ideale.

La serie Merlin è ricca di messaggi positivi nella lotta del bene contro il male, dell’amicizia leale contro l’inganno, dell’amore vero contro quello falso e del potere – anche quello magico – usato per il bene e non per l’egoismo. In mezzo a una natura incantevole di laghi foreste e monti e in un castello gotico da favola.

Le critiche alla serie di essere puerile e di usare effetti speciali imperfetti non sono mancate, ma non reggono a uno sguardo sereno: siamo nella favola bella per ragazzi e adulti che abbiano ancora un cuore di ragazzo.

Perfetto il cast: dal protagonista furbo e sorridente Colin Morgan, all’Artù spavaldo di Bradley James, dalla perfida e incantevole Morgana di Katie McGrath alla dolce Ginevra di Angel Coulby sino al vecchio e saggio Cajus di Richard Wilson. Regia corretta di Julian Jones e dialoghi spesso spiritosi, specie tra il principe e il giovane mago.

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