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Persona e famiglia > Salute e benessere

Menù antimafia sulle tavole del Nord

di Sara Fornaro

- Fonte: Città Nuova

Sara Fornaro


Mille studenti del milanese gusteranno specialità siciliane cucinate con prodotti coltivati sulle terre confiscate alla mafia

Mensa

Per primo ci sono le “caserecce alla Norma”. Poi si passa al tortino spinaci e ricotta, accompagnato dalla “Linticcia all’isolana”. No, non siamo in un ristorantino siciliano, ma nelle mense scolastiche del comune di Basiglio, nell’hinterland milanese, dove circa mille studenti oggi gusteranno un menù ribattezzato “Libera Terra”, dal nome delle cooperative che aderiscono all’associazione “Libera contro le mafie”, fondata da don Luigi Ciotti, che producono alimenti biologici coltivandoli su terreni confiscati alla mafia, dando nel contempo un lavoro ai giovani in difficoltà.

Si comincia dunque con un menù siciliano, poi – con un appuntamento mensile – si passerà a specialità calabresi e pugliesi, tutte nel segno dell’antimafia e del sostegno alla legalità, grazie a un’iniziativa fortemente voluta dal sindaco Marco Flavio Cirillo. Con un comunicato stampa  l’amministrazione comunale ha spiegato che la criminalità organizzata si combatte, sì, con l’educazione e la cultura della legalità, ma si può contrastare anche a tavola. «Quelli di Libera Terra – spiega il sindaco Cirillo – sono tutti prodotti biologici di altissima qualità, con cui arricchiamo ulteriormente la proposta gastronomica della nostra mensa scolastica. In questo caso, però, l’aspetto più importante è il valore sociale ed etico dell’iniziativa, con la quale l’amministrazione vuole sostenere l’opera di queste cooperative che, in condizioni molto difficili, riescono a garantire prodotti bio di alta qualità, ottenuti nel rispetto dell’ambiente e della dignità dei lavoratori».

Con un volantino è stato spiegato ai cittadini che «l’amministrazione comunale di Basiglio sceglie di dare il proprio contributo alla lotta della società civile contro tutte le mafie»: un’iniziativa davvero lodevole e significativa che, se imitata da altri enti e istituzioni, potrebbe davvero aiutare chi, ogni giorno, tra mille difficoltà, continua a togliere la terra dalle mani della criminalità organizzata. L’inserimento nei menù scolastici di specialità di regioni diverse da quella di residenza, del resto, in molte scuole italiane non è una novità. Si tratta solo di condire i pasti delle giovani generazioni con un pizzico di legalità in più.

 

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