Meloni e Von der Leyen a Lampedusa, confine d’Europa

La presidente italiana del Consiglio dei ministri  e quella della Commissione europea hanno visitato Lampedusa: un piano in 10 punti per l’immigrazione
Lampedusa
Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse 17 settembre 2023 Lampedusa, Italia - Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in visita sull'isola di Lampedusa.

A Lampedusa, punta estrema dell’Unione europea (Ue) nel Mediterraneo, solo negli ultimi negli ultimi tre giorni sono arrivati più di 8 mila migranti. La situazione sull’isola è più che mai insostenibile, mentre i flussi migratori sembrano fuori da ogni controllo. Non sembrano, sono. Le recenti misure del governo, poi, hanno aperto la strada alla diaspora dei migranti che non hanno più diritto a permanere nei centri di accoglienza. Finora, nel 2023, sono arrivati in Italia quasi 126.000 migranti, circa il doppio del numero registrato nello stesso periodo del 2022.

Nella giornata di domenica, Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei ministri, e Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, hanno visitato l’isola di Lampedusa. Giorgia Meloni ha osservato, e non è la prima volta, che l’Italia è sottoposta a pressioni insostenibili, come è insostenibile il peso che gli abitanti di Lampedusa, circa 5 mila, continuano a sopportare nell’accogliere i migranti che sbarcano sull’isola semplicemente per la sua posizione nel Mediterraneo. Giorgia Meloni si è impegnata ad aumentare il sostegno per il trasferimento dei migranti da Lampedusa e a intensificare gli sforzi contro i trafficanti di esseri umani che attuano viaggi pericolosi e illegali.

Il problema dell’immigrazione irregolare, del resto, non può essere affrontato solo dall’Italia e, secondo Giorgia Meloni, se questo attualmente colpisce solo i Paesi di frontiera, presto coinvolgerà tutti gli Stati dell’Ue. Inoltre, ella ha osservato che il futuro dell’Europa dipende dalla sua capacità di affrontare le sfide epocali del nostro tempo e la sfida dell’immigrazione clandestina è sicuramente una di queste. Giorgia Meloni ha rilevato che la visita della presidente della Commissione europea non è un gesto di solidarietà dell’Europa verso l’Italia ma piuttosto una responsabilità dell’Europa verso se stessa perché questi sono i confini dell’Italia ma anche i confini dell’Europa.

La presidente della Commissione europea ha riconosciuto che la questione dell’immigrazione irregolare è una sfida europea e che necessita di una risposta europea. Riconoscimento tardivo, verrebbe da dire, ma bisogna riconoscere che non è certo la prima volta che lo fa. Invece, sono i governi con esponenti di partiti estremisti in Paesi come la Polonia e l’Ungheria (ma non solo), nelle simpatie politiche di Giorgia Meloni, che impediscono il raggiungimento di un accordo europeo che affronti seriamente la questione migratoria, a partire dalla redistribuzione dei migranti che arrivano sul continente tra tutti gli Stati membri dell’Ue.

La Tunisia è diventata il principale punto di partenza per i migranti africani che tentano di raggiungere l’Europa. L’accordo tra l’Ue e la Tunisia, firmato a luglio, è supportato da 110 milioni di euro da parte dell’Ue per fermare il traffico di migranti, rafforzare le frontiere e rimpatriare i migranti. Eppure, l’applicazione dell’accordo non è né efficiente né efficace.

Alla luce dell’evolversi della situazione a Lampedusa, riconoscendo anche la crescente pressione lungo le diverse rotte migratorie, Ursula von der Leyen ha presentato un piano in 10 punti, con azioni immediate da attuare nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e degli obblighi internazionali.

  1. Rafforzare il sostegno all’Italia da parte dell’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo e della guardia costiera e di frontiera europea (Frontex) per gestire l’elevato numero di migranti e garantire la registrazione degli arrivi, il rilevamento delle impronte digitali, il debriefing e il deferimento alle autorità competenti.
  2. Sostenere il trasferimento di persone fuori da Lampedusa, anche verso altri Stati membri dell’Ue, utilizzando il meccanismo volontario di solidarietà e con particolare attenzione ai minori non accompagnati e alle donne.
  3. Intensificare i rimpatri intraprendendo una rinnovata e concertata azione di sensibilizzazione verso i principali Paesi di origine dei migranti (Guinea, Costa d’Avorio, Senegal e Burkina Faso), in modo da migliorare la cooperazione e facilitare la riammissione, nonché aumentare il sostegno di Frontex, anche per quanto riguarda la formazione e lo sviluppo delle capacità, per garantire la rapida attuazione dei rimpatri.
  4. Sostenere la prevenzione delle partenze stabilendo partenariati operativi in materia di lotta al traffico di esseri umani con i paesi di origine e di transito. Ciò include la possibilità di un accordo di lavoro tra la Tunisia e Frontex e una task force di coordinamento nell’ambito di Europol, l’agenzia dell’Ue per la cooperazione nell’attività di contrasto al crimine, per concentrarsi sulla lotta al traffico di esseri umani lungo la rotta verso la Tunisia e poi verso Lampedusa.
  5. Intensificare la sorveglianza delle frontiere in mare e quella aerea, anche attraverso Frontex, ed esplorare opzioni per espandere le missioni navali nel Mediterraneo. Inoltre, l’Ue intende accelerare la fornitura di attrezzature e la formazione delle guardie costiere tunisine e delle altre autorità di contrasto.
  6. Adottare misure per limitare l’uso di navi non idonee alla navigazione e agire contro le catene di approvvigionamento e la logistica dei trafficanti, garantendo anche la distruzione delle imbarcazioni e dei gommoni recuperati dai trafficanti.
  7. Aumentare il sostegno da parte dell’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo per applicare procedure di frontiera rapide e accelerate, compreso il ricorso all’invio verso il Paese d’origine sicuro, respingendo le domande in quanto manifestamente infondate, emettendo divieti d’ingresso e registrandoli nel Sistema d’informazione Schengen.
  8. Aumentare le campagne di sensibilizzazione e comunicazione per disincentivare le traversate del Mediterraneo, continuando a lavorare per offrire alternative come l’ammissione umanitaria e percorsi legali.
  9. Intensificare la cooperazione con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) per adottare un approccio globale basato sul percorso per garantire la protezione lungo il percorso e aumentare il ritorno volontario assistito dai paesi di transito.
  10. Attuare il memorandum d’intesa tra l’Ue e la Tunisia e dare priorità alle azioni con impatto immediato per affrontare la situazione attuale e accelerare l’aggiudicazione di nuovi progetti nell’ambito di tale intesa._

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