Medicina e ricerca nel 2012

Due le indagini tra le più importanti nell’anno in corso.
Rappresentazione delle connessioni del cervello

Due le indagini tra le più importanti nell’anno in corso. Il 2012 è stato dichiarato ufficialmente l’anno del cervello. Il New scientist annuncia una grande ricerca: un totale di 1200 volontari saranno posti in osservazione nei maggiori centri mondiali, per studiare i 100 miliardi di connessioni esistenti nel cervello umano. Infatti, come già riferito in precedenti rubriche, se la risonanza magnetica funzionale (Rmf) ha permesso di individuare aree specializzate in risposta a determinati stimoli, autorevoli ricercatori del settore pensano che ciò sia un primo passo. Ma il cervello è organizzato mediante una rete di connessioni che ancora non conosciamo. Essenziali saranno pertanto i risultati di questo studio preannunciato nel 2012, nella segreta speranza di trovare farmaci in grado di curare meglio la crescita esponenziale di malattie degenerative di quest’organo, come l’Alzheimer e quelle psichiatriche. Nell’attesa vale la pena di sottolineare l’importanza dell’attività fisica, di una corretta alimentazione, di allontanare lo stress e la frustrazione, di stimolare l’attività intellettiva con la lettura, i viaggi, senza fumare, per mantenere allenata la nostra “testa”.
Contemporaneamente il British Medical Journal ci fa sapere, dopo aver valutato 7280 dipendenti pubblici dai 45 ai 70 anni, che il nostro cervello invecchia già ai 45 iniziando a perdere la memoria ed altre capacità di ragionamento. Viene da chiederci quanta cura hanno avuto del loro cervello i volontari di questo studio, mentre non sono rari i casi di ultrasessantenni che hanno raggiunto traguardi ragguardevoli. Se pensiamo poi al presidente Napolitano, tanto per citarne uno solo, si rimane un po’ scettici. Anche i neuro immunologi pensano che la perdita di memoria e di ragionamento del 3,6 per cento dei 7280 casi studiati stia piuttosto a dimostrare che di cellule nervose ne abbiamo più del necessario.
Tuttavia la gravità delle malattie degenerative e psichiatriche giustifica questo sforzo della scienza.
Un contributo importante in futuro verrà dalla medicina delle 3p, basata sulla predizione, prevenzione, personalizzazione. La conoscenza del patrimonio genetico individuale consentirà, infatti, di fare diagnosi e terapie personalizzate. C’è da aspettarsi professionisti bravi sul piano non solo tecnico-scientifico, ma anche su quello umanistico e relazionale.

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