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Persona e famiglia > In punta di penna

Maurizio Costanzo e la scoperta del salotto

di Michele Zanzucchi

- Fonte: Città Nuova

Michele Zanzucchi, autore di Città Nuova

Muore ultraottantenne uno dei più noti giornalisti italiani, personaggio discusso, a tratti geniale

'Maurizio Costanzo
Foto Stefano Colarieti / LaPresse

Le cronache, nel giorno del tragico anniversario, il primo, della guerra Ucraina, ci hanno raccontato della morte di uno dei più noti personaggi del giornalismo e della televisione italiani. Biografia tascabile: nato a Roma nel 1938, Maurizio Costanzo ha studiato ragioneria, proprio così, ma già con la prospettiva di fare il giornalista. 4+1 matrimoni: con una fotoreporter (Lori Sammartino), con una valente giornalista (Flaminia Morandi), con l’attrice Simona Izzo (solo convivenza), con la conduttrice televisiva Marta Flavi e, infine, con Maria De Filippi, anch’essa donna da video.

Da Paese sera al Corriere Mercantile, Da Sorrisi e canzoni tv a Grazia, Costanzo è poi passato alla radio con Canzoni e nuvole, condotto da Nunzio Filogamo. Aiuta Villaggio nel creare il personaggio di Fracchia prima di passare alla conduzione radio con Buon pomeriggio. Passa poi alla TV come autore, con Bontà sua, uno dei primi talk show della TV italiana. Inizia quindi la sua irresistibile ascesa nella conduzione di programmi televisivi da lui stesso ideati, fino alla definitiva consacrazione mediatica con il Maurizio Costanzo Show, che dal 1982 entra nelle nostre case trasmesso dal Teatro Parioli di Roma.

Il resto è un continuo passare da un’idea all’altra, da una chiara propensione affaristica al voler diventare opinion leader, senza limiti di schieramenti politici e di testate televisive (le ha girate quasi tutte). Ha pure cercato di entrare in politica: tessera 1819 della P2, è stato oggetto di un attentato di stampo mafioso il 14 maggio 1993, da cui scampò per miracolo. Frequentatore delle aule di tribunale per i tanti processi nei quali è stato coinvolto, Costanzo è stato indubbiamente uno dei principali protagonisti della vita pubblica italiana per mezzo secolo.

Un curriculum enorme, un personaggio multiforme e mutante, un pensatore opportunista: Maurizio Costanzo non può non suscitare giudizi contrastanti, professionali in primis, senza voler entrare nella sua esistenza privata assai tumultuosa.

Come giornalista rimarrà negli annali per aver inventato il salotto televisivo, luogo dove il piccolo schermo espone di tutto, in presa diretta con la vita della gente (nelle intenzioni, almeno), dove non c’è alcuna censura, dove tutto ruota attorno al conduttore: politici, personaggi pubblici, nani e ballerine, soggetti il più improbabili possibile ma che, eccentrici al parossismo, narcisisti seriali, attirano comunque l’attenzione morbosa del pubblico. Intendiamoci, Costanzo era un genio dell’intervista e dell’interruzione: era inimitabile nella capacità, col suo biascicare le parole, di spostare l’attenzione dell’interlocutore intervistato verso l’argomento che voleva si affrontasse. Mescolando pubblico e privato.

La sua arma più affilata era l’ironia,  il doppio senso, il mescolar le carte. Nel suo salotto le vittime illustri di questo gioco sono state centinaia, o forse migliaia. Ha inventato il “panino” ben prima di Rossella: alternare cioè notizie serie e facete, tragedie e gossip, con l’unico scopo di aumentare l’audience del programma e quindi guadagnare di più. Un modello ora imperante non solo nei talk show, ma anche nei telegiornali.

Costanzo ha pensato il relativismo assoluto, la leggerezza della vita che fa il surf sulle onde delle miserie e delle grandezze umane. Ai posteri l’ardua sentenza sulla partecipazione di Costanzo all’opera di destrutturazione del sistema di valori (cattolico e repubblicano), iniziato con una legge, quella Mammì, che aprì la strada al berlusconismo televisivo e poi politico, grande arena del divertissement, del relativismo morale (appunto) e del picconamento delle fondamenta di una convivenza civile rispettosa della dignità umana. Dissacrante.

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