Maturità 2020 e coronavirus: alcune proposte

L’esito di un’indagine rivolta a docenti, studenti e famiglie per un esame che tenga conto del momento di emergenza che il mondo della scuola sta attraversando.

Un gruppo di docenti ha lanciato l’iniziativa di diffondere un questionario di natura puramente esplorativa sulle modalità di svolgimento dell’esame di maturità. L’obiettivo è quello di offrire un contributo condiviso, raccogliendo l’opinione di quanti operano nel mondo della scuola.

Il questionario è stato strutturato con domande che hanno previsto una serie di risposte predefinite e offrendo la possibilità di porgere dei suggerimenti: tredici domande in tutto che riguardano le modalità di svolgimento  dell’esame e la valutazione. I partecipanti all’indagine provengono da diverse aree geografiche dell’Italia, più di cento città, e nelle loro risposte hanno manifestato molto interesse alla tematica in questione, ma soprattutto si è rilevato il desiderio di apportare un contributo personale al dibattito.

I tecnici del ministero dell’Istruzione, infatti, stanno lavorando per dare una risposta legislativa alle numerose questioni che si stanno accumulando in queste ore e le ipotesi che sono state annunciate sono molteplici.

Ma andiamo ai risultati dell’indagine. La prima parte del questionario prevede la possibilità di offrire delle proposte sulle modilità di svolgimento dell’esame (prove orali, scritte, ammissioni, composizione delle commissioni).

 Ammissione: il 72% dei partecipanti all’indagine è d’accordo nell’ammettere all’esame di Stato tutti gli studenti iscritti al 5° anno.

Composizione commissioni: più del 90% preferisce che la commissione sia formata da tutti i commissari interni.

Presidente di commissione: il presidente della commissione dovrebbe essere esterno (67%). Nel caso in cui anche il presidente di commissione fosse interno, l’80% afferma che dovrebbe essere il dirigente della scuola che può delegare un docente non impegnato direttamente nell’esame di Stato.

Esame orale: l’esame orale dovrebbe prevedere la presentazione di una tesina pluridisciplinare concordata con i docenti (68%) e, a seguire, una discussione a carattere pluridisciplinare su macroargomenti. La tesina dovrebbe essere presentata entro il 10 giugno. Altra proposta alternativa alla tesina sarebbe soltanto il colloquio multidisciplinare a partire da un argomento proposto dall’alunno tramite una mappa concettuale.

Prove scritte: non tutti concordano sull’abolizione delle due prove scritte: il 66,4% vorrebbe mantenere lo svolgimento della prima prova scritta e il 49% la seconda prova.

La seconda parte del questionario prevede una analisi della valutazione dell’esame.

Come potrebbero cambiare la valutazione e l’attribuzione del punteggio?

Prova orale: il 72% è concorde nell’assegnare max 60 punti alla prova orale, nel caso non si svolgano le prove scritte.

Prova scritta: nell’eventualità ci sia la prima prova scritta assegnare max 40 punti all’orale e 20 punti alla prova scritta.

Crediti formativi: il 95% è propenso a mantenere il punteggio dei crediti formativi del 3°, 4° e 5° anno (max 40 punti). Per il credito del 5° anno (max 15 punti) il 91% è d’accordo nel  tenere conto delle valutazioni del I quadrimestre/1-2 trimestre e del credito formativo del 2° quadrimestre (risultati della Dad).

Bonus: il 90 % ritiene opportuno che la commissione abbia la possibilità di assegnare un bonus di merito al momento della valutazione complessiva dell’esame (max 10 punti).

Didattica a distanza: il ministero dovrebbe dare delle indicazioni precise sui criteri di valutazione della didattica a distanza, criteri inoppugnabili e incontestabili, che mettano al sicuro le singole scuole e docenti da eventuali ricorsi in merito alla valutazione.

Ma gli sviluppi della situazione  sanitaria possono complicare il quadro e aprire altri scenari possibili. Tutto dipenderà anche dall’eventualità che si possa o no ritornare fisicamente negli istituti per sostenere l’esame. Secondo molte persone è altamente probabile che questo non avvenga e quindi l’esame andrebbe svolto a distanza utilizzando una piattaforma online. In questo caso sarebbe davvero difficile che gli studenti possano sostenere anche le prove scritte perché non verrebbe assicurata la trasparenza dello svolgimento della prova e la consegna delle stesse.

Il 17 giugno è la data fissata per la prova d’italiano. L’importante è decidere adesso per consegnare certezze agli studenti e ai docenti su come affrontare questi ultimi due mesi che ci separano dall’inizio dell’esame di stato.

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