“Caro Paolo… la prima impressione che queste parole mi suscitavano era che il blog fosse rivolto solo a separati… e in questo mi sentivo stretta, perché non mi ci ritrovavo. Ma poi mi son resa conto che leggerti mi fa un sacco bene, come sposa, come amante, come in…separabile. E dunque il blog è anche per me, raggiunge anche me, nella mia condizione…”
Grazie Bianca, la tua perplessità mi induce a riflettere ancora e crescere.
Tu vivi una vita matrimoniale nella norma (ammesso che oggi ancora esista una norma) e quella descrizione pare posizionarti fuori “target”.
Ma è appunto giusta la tua conclusione: “in-separabili” significa anzitutto un modo di vivere il proprio matrimonio, il proprio legame di coppia, sia da sposati "conviventi” che “non conviventi”. Io infatti continuo a vivere da coniugato, pur nella mia solitudine di separato.
Per cui alla fine entrambi viviamo i nostri matrimoni nel medesimo modo. E considera che di questi tempi si vive tutti appesi a un filo: passare da conviventi a separati… è un attimo!
Ma si può vivere da sposati senza reciprocità?
Quando spiegai che rimanevo nel mio matrimonio, una amica amabilmente mi apostrofò: “Ma sei un marziano, ci sei solo tu così sulla terra!” (non è vero: siamo tanti seppur esigua minoranza).
E quando al momento del divorzio, in una giornata rimasta indelebile nella mia vita – di una rara bellezza e sostanzialmente vissuta in altra dimensione – dissi la stessa cosa al presidente del Tribunale e agli altri due giudici al suo fianco, ci fu un infinito istante di attonito silenzio…
E quindi ora bisognerebbe chiedersi cosa è il matrimonio, perché rimanerci dentro. Cosa è l’amore. Ma ne parleremo.
Certo, sto risalendo un fiume impetuoso che tutto trascina verso il mare.
Controcorrente, verso la sorgente, e mai è impresa facile.
Ma son sempre più certo che questo vivere credendo al matrimonio, rimanendoci dentro fedele, possa innescare un circuito positivo che rivela che l’amore è possibile. Specie oggi che tutto dice il contrario.
Cara Bianca, conviventi o soli, ma pur sempre “in-separabili”, tutti noi diveniamo segno di contraddizione in questa società che si sta dissolvendo, che cerca la Verità passando per il buio. Un buio che pare non abbia mai fine…