Mamma, giochi?

«Quando il più piccolo mi chiede di giocare con lui, devo trovare sempre mille scuse per non farlo. Non è facile gestirne quattro!».  Claudia - Roma
famiglia

Ogni figlio, al di là dell’ordine di nascita, ha lo stesso valore, dunque è opportuno rispondere alle richieste di considerazione che ciascuno di essi esprime in atteggiamenti e bisogni diversi.

 

Mentre il primogenito ha vissuto per un periodo di tempo l’esperienza del figlio unico, ricevendo l’attenzione esclusiva da parte dei genitori, con gli aspetti positivi e negativi che essa comporta, il più piccolo in una famiglia numerosa trae vantaggio dalla presenza di fratelli e sorelle, che gli offrono continue occasioni di compagnia e di crescita, anche mettendogli qualche volta il bastone tra le ruote.

 

Se ci è difficile trovare il tempo per giocare con lui, mettiamolo al centro della nostra attenzione coinvolgendolo intanto nei servizi da fare, caricando insieme la lavatrice, apparecchiando la tavola: i bambini si rallegrano a sentirsi utili. Oppure proponiamogli di disegnare, se la sorella fa i compiti; accompagnando un altro fratello allo sport, troviamo un momento di dialogo privilegiato con lui.

Qualche volta però scordiamoci anche dei panni da stirare, stacchiamo il telefono per sederci liberamente sul tappeto a giocare. Rincorriamoci all’aperto, se avessimo la possibilità.

 

Il gioco è uno strumento fondamentale per comunicare con i bambini. Quindi anche come genitori dovremmo cercare di spegnere le preoccupazioni e accendere la fantasia per rafforzare il rapporto con i figli, facendo rivivere il bambino che è in noi.

spaziofamiglia@cittanuova.it

I più letti della settimana

Dialogando con Tiziana Merletti

Il Cigno nero secondo Luigino Bruni

Si può imparare a litigare?

Simple Share Buttons