Malika, che sopresa!

Claudine e Pascal. Lei infermiera, lui impiegato nella ong Terre des Hommes. La storia della loro prima figlia

Le cose andarono in fretta con la nascita di Malika, la loro prima figlia. Era una bella giornata d’estate e avevano organizzato un pic-nic nel bosco con tutta la famiglia, a Boussenas, una cittadina del Canton de Vaud  in Svizzera. Ad un tratto Claudine, incinta di 7 mesi e mezzo, comincia ad avere delle contrazioni. Pascal, per un controllo, la porta in ospedale. E, invece, Claudine deve subire  un immediato taglio cesareo per salvare la bambina. Malika nasce ma è piccolissima e fatica a vivere. «Non posso dimenticare i due mesi seguenti – racconta Pascal – nel reparto prematuri dell’ospedale. È proprio in quell’ambiente che, per la prima volta, avverto che Dio ci è vicino. La seconda notte di vita di Malika, il medico mi avverte che è peggiorata e che forse non vivrà. Mi sento invaso da una forza inspiegabile. Decido di non dire nulla a mia moglie per non angosciarla. Il mattino seguente la neonata migliora e la ripresa è sorprendente». «Io non riuscivo ancora a credere che fosse nata una bambina – aggiunge Claudine – tanto gli avvenimenti erano stati incalzanti. Non essendo in grado di muovermi, l’ho vista solo due giorni dopo. Era nell’incubatrice,immobile: è stato uno shock.  Non capivo. Tutti i miei sogni crollavano». Dopo tre settimane gli esami rilevano la presenza di lesioni cerebrali e Malika viene sottoposta a fisioterapia per facilitare il suo sviluppo. Dopo due mesi di ospedale torna a casa ma, nonostante le continue cure, non ci furono progressi rilevanti. «In quel periodo – continua Claudine –, attraverso l’incontro con una persona che viveva una situazione difficile, comprendo che Dio mi amava così fortemente da sentirmi come tratta fuori dal fondo di un pozzo. Leggo la Sacra Scrittura. Quelle parole mi interpellano. Sono così rapita da esse che invito Pascal a leggerle insieme». «Da quel momento Malika – spiega Pascal –, anche se diversa dalle altre creature per i limiti che manifestava, è diventata un vero dono per noi. Ha reso più forte la nostra unione di coppia, ci ha insegnato a relativizzare i piccoli problemi quotidiani, ci ha aperti agli altri, specialmente al mondo dei disabili che fin dall’adolescenza mi faceva tanta paura». Nel frattempo Malika comincia a camminare da sola e frequenta un istituto 4 giorni alla settimana. Cresce con i suoi limiti che insegnano ai genitori ad agire senza precipitazione seguendo i suoi ritmi. «L’averla accettata – conclude Pascal –, con l’indispensabile collaborazione di terapisti competenti, il loro amore per la bambina e la nascita in seguito di altri due fratelli e di una sorella ha contribuito al suo sviluppo armonioso. È una bambina felice e si sente amata  e protetta. Dio, affidandocela, ha trasformato la nostra vita. Ci ha fatto rinascere».

 

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