Mali e Francia: scontro sulle Ong

All’annuncio francese di una prossima sospensione degli aiuti umanitari al Mali, ha fatto eco la piccata reazione del governo maliano di messa al bando delle Ong francesi. Sono in gioco 70 progetti di sviluppo che riguardano oltre 7 milioni di persone
Mali, operazione francese Barkhane (AP Photo/Moulaye Sayah)

L’annuncio di lunedì 22 novembre della sospensione in Mali delle Organizzazioni non governative (Ong) che beneficiano di capitali francesi è caduto come una mannaia. E non a caso: la sospensione “con effetto immediato” delle attività delle Ong che beneficiano di finanziamenti francesi riguarda non solo quelle impegnate nello sviluppo, ma anche quelle impegnate nell’aiuto umanitario.

Abdoulaye Maiga, primo ministro del Mali, in un intervento durante la COP27 U.N. (AP Photo/Peter Dejong)

«Il governo di transizione ha deciso di vietare, con effetto immediato, tutte le attività svolte dalle Ong che operano in Mali con finanziamenti o con il supporto materiale o tecnico della Francia, anche in campo umanitario». L’annuncio è del colonnello Abdoulaye Maïga e arriva pochi giorni dopo che la stessa Francia ha sospeso gli aiuti ufficiali allo sviluppo del Mali.

Come promemoria, la decisione ufficiosa francese di sospendere gli aiuti pubblici allo sviluppo al Mali, la settimana scorsa, aveva fatto infuriare il governo di Bamako. Una sospensione che verrà ufficialmente notificata per via diplomatica a febbraio prossimo.

La decisione francese, per ora non ufficiale, fa seguito alle tensioni con la giunta militare che controlla il Mali dal colpo di Stato del 2020, ed è dovuta anche all’impiego di mercenari russi del Gruppo Wagner.

La sospensione degli aiuti metterà a rischio 70 progetti di sviluppo in un Paese dove il 35% della popolazione ha bisogno di aiuti umanitari per sopravvivere (7,5 milioni di persone).

Eppure il Quai d’Orsay (il Ministero degli Esteri francese) aveva precisato che la Francia avrebbe mantenuto gli “aiuti umanitari” e un certo sostegno alle organizzazioni della società civile maliana.

Tuttavia, il comunicato stampa maliano lascia molte domande senza risposta. In primo luogo, se ad essere interessate alla sospensione sono le attività di alcune Ong finanziate dalla Francia o le Ong nel loro complesso. Perché il finanziamento umanitario è complesso e le organizzazioni possono beneficiare di diversi donatori. Una moltitudine di Ong lavora in Mali nei settori della salute, dell’alimentazione o dell’istruzione. In totale, quasi 70 progetti di sviluppo in corso o pianificati in Mali nei prossimi anni potrebbero essere interrotti se la misura venisse applicata.

Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), nel 2020 il Mali ha ricevuto dalla Francia 121 milioni di dollari in aiuti ufficiali allo sviluppo. La sospensione delle attività di promozione sociale da parte della Francia potrebbe aprire un nuovo fronte economico nel processo di progressivo isolamento di Bamako sulla scena internazionale.

Comunque sia, le conseguenze di questa decisione potrebbero essere molto gravi per la popolazione maliana. Nonostante il ritiro delle truppe coinvolte nell’operazione Barkhane, guidata dall’esercito francese contro i gruppi islamisti nella regione africana del Sahel nel febbraio 2022, la Francia ha continuato a fornire sostegno umanitario. In un comunicato stampa del 22 novembre, il Quai d’Orsay afferma: «Ricordiamo che il Mali e la sua popolazione hanno beneficiato ogni anno dal 2013 di oltre 100 milioni di euro in aiuti pubblici allo sviluppo e aiuti umanitari francesi»

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