Mal di scuola

Favola

«È che davvero, non voglio andare a scuola!».

Gli occhi erano già divenuti umidi e rossi, come per l’ultimo raffreddore che aveva avuto, tanto tempo fa.

Il mare era così bello quel pomeriggio di fine estate, al tramonto, e sembrava dirle: non aver paura di tornare a scuola! Ma lei si sentiva qualcosa in gola… e niente poteva consolarla.

E a pensarla così non era una bambina.

Erano i pensieri di… una maestra!

Sì, non di un ragazzetto, né di una bambina di prima classe! I pensieri della maestra Anita erano rossi e incandescenti e poi diventavano anche un po’ neri e appassiti.

Eggià! Dirai: «Non è possibile: io, casomai, dovrei avere una bella tremarella, perché non ho fatto tutti i compiti assegnati per le vacanze, ma come fa una maestra a temere la scuola?».

Non lo so, non ho avuto il coraggio di chiederlo.

Il bello è che Anita è una maestra in gamba, di quelle che tutti vorrebbero avere il primo giorno di scuola: dolce, severa al punto giusto, comprensiva e preparata, di quelle che ti fanno sentire subito bene e che se c’è un problema in classe non te lo scarica addosso, ma lo gestisce lei ed è difficile che si sbagli.

E poi tutti le vogliono bene e presto, anche il più ribelle, si adatta a lei… e lei a lui!

Insomma: oggi, primo giorno di scuola, voglio curiosare nella classe della maestra Anita!

Vieni con me!

 

Ecco, è arrivata e sono arrivati anche i bambini di prima: eggià, quest’anno la maestra Anita insegnerà in prima classe!

Mi sembra abbastanza decisa, forse un po’ tirata sì, ma sicura.

Vediamo: ehi, quanti bambini nella sua classe! Ecco forse perché Anita aveva paura! Ma no, non credo fosse spaventata dal numero degli scolaretti.

Forse era preoccupata di non trovare le sue colleghe: tutte trasferite altrove. Beh, che c’entra? Non si possono avere sempre le persone più simpatiche vicino! Anita lo sa bene, un adulto non si mette a piagnucolare perché non ci sono più i suoi colleghi! Figuriamoci. Farà squadra con i nuovi insegnanti che arriveranno, forse domani!

Anche i genitori però sono tutti nuovi e non la conoscono.

No, la maestra Anita non ha di questi timori: sa il fatto suo…

Però oggi ha qualcosa che non va davvero!

Devo aspettare. Qualcosa accadrà di sicuro.

Ecco, adesso tutti entrano in classe: Anita l’ha riempita di fiori, conchiglie e barchette! Sono pronti i giochi da fare insieme.

Solo Luigino non vuole entrare e non si stacca dalla mamma. Lo conosco anch’io, è un tipetto timidino. Secondo me è lui che ha paura della scuola: chissà quante gliene hanno raccontate i suoi fratelli maggiori!

Vuoi sapere cosa fa la maestra? Ecco, ora Anita si avvicina a Luigino. Lo guarda e sospira, si accovaccia accanto a lui e gli prende le manine: «Sai, Luigino, anch’io oggi ho un po’ di timore a entrare in classe, però se tu mi aiuti, il problema lo risolviamo insieme! Guarda, dobbiamo incominciare i giochi per conoscerci meglio. Tutti».

Ecco perché la maestra aveva paura! Sapeva che per qualche bambino sarebbe stata dura quel giorno! Anche questa volta se l’è cavata benissimo la maestra Anita, che ha anche lei le sue paure, da superare con un po’ di fiducia e l’aiuto di tutti.

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