La vulgata moderna, spesso abituata a categorizzare con fretta superficiale, ha cristallizzato l’immagine di Madre Teresa in quella della santa eroica che conosciamo muoversi in India, nei bassifondi di Calcutta, appunto, la città il cui nome resterà a lei indissolubilmente legato. Tuttavia, l’uscita di un documentario su Rai 1 in seconda serata la domenica di Pasqua, 5 aprile 2026, invita a superare questo ritratto biografico per conoscere l’ampiezza mondiale che ha raggiunto la sua missione. Madre Teresa a Roma – scritto da don Sergio Mercanzin, diretto da Antonio Farisi e prodotto da Lampic per Rai Documentari – racconta una parte poco nota se non del tutto sconosciuta sulla missione d’amore della “matita di Dio” (come Madre Teresa definiva sé stessa).
Cittadina onoraria di Roma dal 1996, Madre Teresa era legata alla capitale da un filo profondo e indissolubile. Approdata nella Città Eterna, chiamata da Papa Paolo VI, nella calda estate del 1968, Madre Teresa e sette delle sue consorelle indiane, avvolte nell’inconfondibile sari bianco orlato di blu, andarono a stabilirsi nella tragica miseria delle baraccopoli romane, tra i più poveri tra i poveri.
Si dice che Madre Teresa fosse tutt’altro che impressionabile (troppo dolore aveva visto in India!) ma che l’unica volta in cui provò un autentico stupore fu nello scoprire che anche a Roma, a ridosso degli antichi acquedotti, esistessero baraccopoli simili agli slums di Calcutta. Da qui inizia il racconto di Madre Teresa a Roma, da quando – dal 1968 – la presenza delle Missionarie della Carità di Madre Teresa all’altezza dell’Acquedotto Felice, a Tor Fiscale, diventa una realtà tangibile, tanto che le suore indiane si fecero conoscere dagli stupiti abitanti del quartiere, con coraggio e semplicità, aiutando, sostenendo, stringendo relazioni e cambiando la loro vita. Ed è così che le suore vengono raggiunte da centinaia di volontari pronti a mettersi a disposizione per aiutarle nella loro missione di amore. Missione che prosegue con l’apertura della sede di San Gregorio al Celio, dove tuttora chi bussa trova sempre la porta aperta, e che culmina, nel 1988, con l’apertura – all’interno del Vaticano – di Casa Dono di Maria, un luogo d’accoglienza per i senza dimora fondato grazie alla grande amicizia che legava Madre Teresa a Papa Giovanni Paolo II. Da allora, le Missionarie della Carità sono presenti – in Italia – in diciotto comunità, cinque solo a Roma. La loro presenza muove rispetto e suscita accoglienza: si avverte la realtà della loro povertà scelta, vissuta e condivisa secondo il comandamento fondamentale di Gesù.
Il documentario ha ricevuto il nulla osta da parte di padre Brian Kolodiejchuk, postulatore della causa di canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta. Le testimonianze proposte permettono di esplorare l’intuizione profonda di Madre Teresa che seppe scorgere una nuova forma di povertà, oltre quella materiale, fatta anche di emarginazione sociale, solitudine e abbandono che determinano una disperazione silente e profonda nella nostra opulenta civiltà del benessere d’Occidente. Basti pensare che, nel 1992, fu addirittura una principessa, Lady Diana, a bussare al piccolo convento delle Missionarie della Carità, in via Casilina. Diventa evidente ciò che aveva detto Madre Teresa: «La povertà più terribile è la solitudine».
Nel documentario intervengono a dare la loro testimonianza il cantante Al Bano che, negli anni ’80, chiese a Madre Teresa d’essere madrina di sua figlia. Francesco Rutelli, sindaco di Roma dal 1993 al 2001, che ha conferito la cittadinanza onoraria a Madre Teresa nel 1996. Il prof. Guido Cammarano, primo collaboratore romano di Madre Teresa dal 1970. La giornalista Marina Ricci, già vaticanista del Tg5 per cui ha seguito i funerali di Madre Teresa cambiando la sua vita. David Traylor, l’attore statunitense meglio conosciuto dal pubblico della TV come Zed Robot, che ha incontrato Madre Teresa in modo originale. La prof.ssa Keti Ielo, urbanista all’Univ. Roma Tre, che racconta le ragioni storiche e sociali dietro alle baraccopoli romane. Mentre la prof.ssa di storia dell’India contemporanea all’Università La Sapienza, Sanjukta Das Gupta, analizza la situazione di Calcutta, quando l’India raggiunse la sua indipendenza e Madre Teresa iniziò la sua missione. Intervengono, inoltre, la giornalista Silvia Guidi, della redazione cultura dell’Osservatore Romano; padre Sebastian Vazhakala, cofondatore, con Madre Teresa di Calcutta, della casa d’accoglienza a Tiburtina; il card. Angelo Comastri, grande amico di Madre Teresa. Quindi completano il racconto le testimonianze di diverse Missionarie della Carità. E i volontari, i tanti collaboratori che si sono succeduti negli anni.
Le tante testimonianze danno così vita ad un racconto che con grazia artistica crea un mosaico di voci che restituiscono la profondità umana ed eterna di Madre Teresa e il suo amore incondizionato per i poveri. A corredo del documentario vengono proposti per la prima volta materiali inediti – filmati amatoriali in Super 8 realizzati di una famiglia romana negli anni ‘70 con fotografie mai viste finora – che aiutano a comprendere il clima sociale che si respirava nella periferia romana.
Coinvolgente il percorso che, con grande generosità, Sarita Agnes Rossi compie di fronte alle telecamere, aprendo il suo cuore alla testimonianza condivisa della sua personale testimonianza dell’opera di Madre Teresa, che affonda le radici nella sua infanzia. Conduttrice televisiva, volto noto agli spettatori per essere stata l’ultima “signorina buonasera” della Rai, nata in India, ma adottata a Roma grazie alle suore di Madre Teresa, Sarita ha deciso di compiere un viaggio a ritroso, alla ricerca delle proprie radici. Il suo sguardo diventa il nostro mentre visita i luoghi che l’hanno visita bambina piccola. L’India non è lontana se la compassione si rivolge al povero che vive accanto a noi, se lo guardiamo e ci lasciamo a nostra volta guardare: «Calcutta è ovunque!» diceva Madre Teresa.
Madre Teresa a Roma andrà in onda nella seconda serata di Rai1 la domenica di Pasqua, 5 aprile 2026, e sarà quindi disponibile online sulla piattaforma Raiplay.