Madre e figlia

Ho 31 anni, sono sposata da un anno e mezzo ed aspetto una bambina. Laureata in psicologia, faccio un lavoro che mi gratifica molto, ma per mia madre, non dovrei lavorare. Oltre a ciò, mi considera sempre incapace di fare qualsiasi cosa, perché lei deve sempre insegnarmi tutto. So che dovrei far finta di niente e fare la mia vita; però, mi creda, è dura sentirsi non accettati dalle persone più vicine: una madre dovrebbe essere fiera di sua figlia…. C. – Roma Il vostro rapporto appare, come quello di tante altre coppie madrefiglia, un rapporto dove le attese reciproche giocano un ruolo importante. Cioè quello che ciascuna di voi vorrebbe ricevere dall’altra sembra ricondursi a un tema comune: sentirsi stimata, apprezzata, tenuta in considerazione. Così, mentre lei sottolinea di non sentire valorizzata la sua laurea, aggiunge che anche la sua mamma teme di non sentire valorizzato il proprio ruolo di madre. È molto probabile che in questa relazione tra voi, dove senza neanche volerlo vi deludete troppo spesso a vicenda, non riusciate ad essere veramente libere di accogliervi. Se il timore di deludervi è grande si capisce come, nella quotidianità, faccia presto a scattare la trappola del giudizio e del rimprovero. Mettendo da parte questo timore, potete fare un grande passo nell’accettarvi reciprocamente. Questo passo coraggioso è tale soprattutto all’inizio, quando si tratta di smontare una costruzione mentale che, poiché è in piedi da molto tempo, rischia di mancare di flessibilità. Lei, che è psicologa, conosce bene quanto sia forte per gli esseri umani il vincolo che nasce da apprendimenti strutturati. In altre parole, i nostri comportamenti relazionali abituali sono intimamente legati a ciò che abbiamo imparato dell’altro e di noi fin da epoche remote. E se abbiamo imparato ad aver timore di non essere mai abbastanza stimabili, qualunque cosa facciamo, questo sentimento è senz’altro un peso che grava su di noi e ci toglie serenità o ci può riempire di rancore. Lei vive in questo periodo della sua vita due bellissime esperienze gratificanti; quella del lavoro e quella della maternità. In virtù di queste può trovare in sé l’energia per rivedere sé stessa e sua madre con occhi nuovi, per fare quel grande passo di cui parlavo prima. Come fare a scrollarsi di dosso la pena del non sentirsi riconosciuta? Provi a guardare davanti a sé e non dietro, al passato. Nel futuro lei non è più solo figlia e il vostro rapporto può nutrirsi di una nuova dimensione che condividerete: la maternità. Sarete, per merito della sua bambina, un po’ sorelle. È il momento di abbandonare le preoccupazioni su di sé e di lanciarsi a vivere, con tutto l’essere, nell’amore altissimo che dona la vita. Anche la sua mamma farà questo passo più facilmente, se lei lo farà, e con il tempo il vostro rapporto potrà diventare più libero. spaziofamiglia@cittanuova.it

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