Ma sappiamo ancora leggere?

La natura è ricca di "pagine" tutte da interpretare. Riacquistare la capacità di porsi in ascolto è importante per la salvaguardia stessa del nostro pianeta

Sappiamo ancora leggere? Dalle parole di papa Francesco, nella sua ultima enciclica “Laudato sii”, pare proprio di no. Eppure attorno a noi, in qualsiasi posto ci troviamo il testo è costantemente aperto, nelle forme e scritture più belle, diverse, multicolori, ricche di silenzi, suoni, profumi, aliti, sensazioni; multiformemente  variegate, ma con la stessa impronta d’origine.

Se siamo di notte, basta alzare lo sguardo e cogliere (salvo smog o inquinamento luminoso) “vocali e consonanti” dello spazio, che ci parlano di luminosità antichissime giunte fino a noi, o di pianeti che ricevono continuamente energia dai raggi del sole. Di giorno ogni attimo può regalarci uno spot, una frase, un suggerimento, in un linguaggio a noi consono, perché parte di noi. Un profumo di autunno, la sensazione di un’alba o di un tramonto, uno scatto tra un cespuglio, lo scuotere di foglia, una farfalla che col suo ritmo battuto, ondeggiante, ma deciso, attraversa la strada davanti al nostro autoveicolo, per proseguire fino ad un altro continente, o fermarsi appena nel prato lì vicino, o l’acuto di un rapace in migrazione sull’ascensionale. E possiamo continuare all’infinito, date le tante pagine che la quotidianità ci offre in ogni momento. Basta saperle leggere, …e qui sta il problema.

 

Ma è importante cogliere le parole di tale libro? O possiamo con disinvoltura farne a meno? Papa Francesco invita, con potenza gentile, a non farlo, data l’importanza oggi di tale lettura. Perché?

Lo stile di ciascuno di noi può ripercuotersi come non pensiamo su un’educazione a larga scala, fino all’approccio col pianeta. La consapevolezza che “(…) Ogni creatura, riflette qualcosa di Dio e ha un messaggio da trasmetterci, (…) Come pure il riconoscere che Dio ha creato il mondo iscrivendo in esso un ordine e un dinamismo che l’essere umano non ha il diritto di ignorare (…)”  può far sì che tale educazione, percepita da tanti, possa intaccare le sfide che oggi incidono sulle scelte etiche, culturali e soprattutto economiche e politiche, di respiro planetario.

L’afflato ad un’educazione all’ambiente che mira a “(…) disporci a fare quel salto verso il Mistero, da cui un’etica ecologica trae il suo senso più profondo (..)” può porre le basi ad una risposta delle nuove generazioni  verso scelte coraggiose di sviluppo sostenibile o di “decrescita felice”. In tal senso le comunità possono avere una visione più alta e sapienziale dello stile di vita, mirato ad un vero benessere, nell’ottica di un’attenzione su come porgere lo stato del pianeta alle generazioni seguenti. Pertanto, continua il Papa, la cura della casa comune, il nostro pianeta, è oggi un dovere fondamentale, una responsabilità da cui, di fronte al Creatore e alle generazioni prossime non possiamo sottrarci.

Le piccole scelte quotidiane, impostate al rispetto dell’ambiente, partendo da motivazioni profonde, possono essere atti d’amore che esprimono la nostra dignità e che contribuiscono ad una risonanza di ecologia ambientale, che può arrivare a incidere su scelte di ben più grande portata.

Pertanto l’invito per credenti e non è quello di rispondere con la semplicità di una lettura di “pagine” di ciò che ci circonda, che ci può far riscoprire il senso della nostra provenienza, la compagnia nel nostro cammino, la sollecitudine per scelte di sostenibilità di vita sul nostro pianeta.

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