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Cultura > Teatro

Il luogo della misericordia di Emma Dante

di Giuseppe Distefano

- Fonte: Città Nuova

Una cruda favola contemporanea della condizione umana ritratta in un misero interno domestico, dove emergono amore, pietà e cura. Racconta la fragilità delle donne, la loro disperata e sconfinata solitudine

La parola del titolo, Misericordia, dice, in questo spettacolo di Emma Dante, quella capacità profonda e inesauribile di amare che tutti, forse, abbiamo. La regista e autrice palermitana la racconta mettendo in scena, ancora una volta, un piccolo universo famigliare dove vigono dinamiche relazionali contrastanti, ma dove in ultimo, tra dramma e commedia della natura umana, a esplodere è un mondo d’amore nascosto tra le pieghe dei moti dell’anima.

Misericordia

photo Masiar Pasquali

Pochi oggetti, tutti carichi di significato, diventano la materia drammaturgica di una storia arcaica che si consuma dentro le mura domestiche di una misera stamberga. In apertura di sipario, disposte su delle seggiole, siedono tre donne sciatte impegnate a sferruzzare a maglia sempre più velocemente, quasi in gara tra di loro, poi a litigare e battibeccare. Accanto a loro siede anche un ragazzo che si muove in continuazione avanti e indietro, e piegando le braccia come ali che vorrebbero volare. Il giovane scimunitiello, di nome Arturo, amorevolmente accudito e cresciuto come un figlio dalle tre anziane di professione prostitute, è nato “difettoso”, autistico. Picchiato prima di nascere, sulla pancia della madre, è frutto della violenza su una compagna delle donne poi uccisa dall’uomo che amava. Una famiglia senza legami di sangue, quindi, ma dove scorre il giro convulso della vita che modificherà in qualche modo quelle misere esistenze. Perché Arturo, dai movimenti ipercinetici e dalle giunture rigide come un Pinocchio – non a caso il padre violento della storia è descritto come un falegname manesco soprannominato Geppetto – da legnoso diventerà carne, si scioglierà e articolerà anche delle parole ritrovando una propria libertà. Tutta la vicenda si snoda attorno al suo prossimo trasferimento presso un istituto, dove altri si potranno meglio prendere cura di lui.

Misericordia

photo Masiar Pasquali

Misericordia non è, come si potrebbe pensare dai temi in campo, uno spettacolo che vuole parlare di femminicidio, di maternità, di disabilità, di solitudine, di degrado sociale. C’è anche questo. C’è soprattutto uno straziante e vitalissimo senso di speranza, di rinascita. E di quel sentimento di pietà così in disuso. Trasuda e ci arriva, al di là delle parole, attraverso la fisicità gestuale ed espressiva della scrittura scenica della Dante elaborata dai corpi sgraziati e umanissimi dei suoi interpreti, qui magnifici oltre ogni dire: le due attrici storiche Manuela Lo Sicco e Italia Carroccio, Leonarda Saffi, e il danzatore Simone Zambelli, semplicemente straordinario nell’incarnare la frenesia fisica e la dolcezza di Arturo.

Misericordia

photo Masiar Pasquali

Emma Dante ci fa sorridere e ridere, e scuotere, col teatrino litigioso delle donne che inizialmente parlano in maniera incomprensibile, rivelando poi il dialetto siciliano e pugliese; la buffa e sgraziata passerella di svestizione e vestizione; le discussioni sugli scompartimenti del frigorifero in comune, e le ruberie sospette; le corse affannose inseguendo il ragazzo; il tentativo di farlo smettere nei suoi gesti gioiosi che incalzano la musica di una banda di paese, e il cui sogno è suonare una grancassa; la raccolta delle centinaia di giocattoli buttati in aria da due grandi sacchi della spazzatura e sparsi su tutto il palcoscenico; il girotondo estenuante sul ritornello della canzoncina “Oh che bel castello marcondinodirondello”, e quello sulle note struggenti di un canto ebraico klezmer. E ci fa commuovere, infine, l’accudimento, su un piccolo lenzuolo e un cuscino, del ragazzo in posizione fetale che poi rotola e ritorna; e i preparativi della valigia per la sua partenza, fino a quella parola pronunciata inaspettatamente, “mamme”, che farà voltare dal fondo, nel momento dell’addio, le tre donne, improvvisamente toccate dalla grazia del riconoscimento. E della misericordia, che, come un velo, si stende su tutti.

“Misericordia”, scritto e diretto da Emma Dante
con Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco, Leonarda Saffi, Simone Zambelli

luci Cristian Zucaro
assistente di produzione Daniela Gusmano

Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro Biondo di Palermo
Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale, Carnezzeria
coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, Roma.

Al Teatro Argentina di Roma, fino al 10 settembre. In tournée.

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