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Italia > Lavoro

L’Unione europea a tutela dei lavoratori stagionali

di Fabio Di Nunno

- Fonte: Città Nuova

Fabio Di Nunno, autore di Città Nuova

Nuovi orientamenti della Commissione europea mirano a garantire la tutela dei lavoratori stagionali nell’UE nel contesto della pandemia da coronavirus.

A man works at MAP, a factory operating in design, manufacture and installation of steel structures for civil and industrial use, in Corsico, near Milan, Italy, Wednesday, May 6, 2020. Italy began stirring again after the coronavirus shutdown, with 4.4 million Italians able to return to work and restrictions on movement eased in the first European country to lock down in a bid to stem COVID-19 infections. (AP Photo/Antonio Calanni)

La Commissione europea ha elaborato degli orientamenti per garantire la tutela dei lavoratori stagionali nell’Unione europea (UE) nel contesto della pandemia da coronavirus. Le indicazioni sono rivolte alle autorità nazionali, agli ispettori del lavoro e alle parti sociali al fine di tutelare i diritti, la salute e la sicurezza dei lavoratori stagionali e garantire che questi siano consapevoli dei loro diritti.

Infatti, i lavoratori stagionali transfrontalieri godono di un’ampia serie di diritti ma, in considerazione della natura temporanea del loro lavoro, sono maggiormente esposti a condizioni di vita e di lavoro precarie. La pandemia da coronavirus ha reso più visibili queste condizioni e le ha talvolta aggravate. In alcuni casi, tali problemi possono aumentare il rischio favorite l’insorgere di focolai di COVID-19, come accaduto di recente per la comunità bulgara di Mondragone.

Più di 17,6 milioni di cittadini europei vivono o lavorano in uno Stato membro diverso da quello di cui hanno la cittadinanza. Alcuni settori dell’economia europea, in particolare il settore agroalimentare e quello del turismo, dipendono, in determinati periodi dell’anno, dal contributo di lavoratori stagionali provenienti da paesi dell’UE e paesi terzi. Secondo le stime della Commissione, la media annuale dei lavoratori stagionali attivi nell’UE è compresa tra diverse centinaia di migliaia e un milione.

Se la Commissione europea vigila sulla corretta applicazione delle norme europee relative ai lavoratori stagionali, la responsabilità della loro corretta attuazione spetta alle autorità nazionali. Da qui deriva la necessità di adottare con urgenza misure appropriate.

Gli orientamenti riguardano una serie di aspetti, come il diritto dei lavoratori stagionali a lavorare in uno Stato membro dell’UE indipendentemente dal fatto che siano cittadini dell’UE o provengano da Paesi terzi; il diritto a condizioni di vita e di lavoro adeguate, tra cui distanziamento fisico e appropriate misure di igiene; il diritto a ricevere comunicazioni chiare in merito ai loro diritti; il lavoro a nero; aspetti della sicurezza sociale.

Gli orientamenti invitano le autorità nazionali e le parti sociali a rinnovare gli sforzi volti ad adempiere al loro ruolo di garanti della corretta applicazione e del rispetto delle norme. Includono raccomandazioni e suggerimenti concreti sulle attività da intraprendere a livello nazionale o a livello dell’UE per garantire condizioni di vita e di lavoro dignitose ai lavoratori stagionali. Inoltre, invitano gli Stati membri a svolgere un’opera di sensibilizzazione sugli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, a sostenere i datori di lavoro nell’attuazione delle pertinenti disposizioni giuridiche e a fornire informazioni chiare ai lavoratori in una lingua che essi comprendono. Infine, invitano gli Stati membri a fornire orientamenti pratici alle imprese di dimensioni più piccole e li esortanoa rafforzare le ispezioni sul campo per garantire la corretta applicazione delle norme in materia di SSL per quanto riguarda i lavoratori stagionali.

La Commissione ha previsto una serie di azioni per promuovere la tutela dei diritti dei lavoratori stagionali, tra le quali spicca il sostegno agli Stati membri attraverso la piattaforma europea contro il lavoro non dichiarato, che favorisce la cooperazione fra gli Stati membri e la collaborazione tra attori statali o meno nell’affrontare la questione in modo più efficace ed efficiente, nel pieno rispetto delle competenze e delle procedure nazionali. Prevista anche la campagna #EU4FairWork per promuovere una migliore consapevolezza dei diritti e degli obblighi tra i lavoratori e i datori di lavoro e per sensibilizzare e promuovere i benefici del lavoro dichiarato.

Nicolas Schmit, Commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali, ha ricordato che «ogni anno centinaia di migliaia di uomini e donne sostengono importanti settori dell’economia dell’UE, come quello agroalimentare, svolgendo lavori stagionali. La pandemia da coronavirus ha messo in luce le difficili condizioni di vita e di lavoro alle quali sono soggetti. Questa situazione deve essere affrontata. I nostri orientamenti fungono da campanello d’allarme affinché gli Stati membri e le imprese si assicurino di adempiere alle proprie funzioni per proteggere quei lavoratori indispensabili, ma vulnerabili».

Riproduzione riservata ©

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