Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Società

Luigi Gui. Una vita come lezione politica

di Carlo Cefaloni

- Fonte: Città Nuova

Carlo Cefaloni

Deputato alla Costituente. Ministro negli anni Sessanta e Settanta. La passione per la giustizia sociale.

Luigi Gui

Proprio a ridosso del 25 aprile, giorno della Liberazione, se ne è andato, alla bella età di 95 anni, Luigi Gui che nel periodo 43-44, da giovane professore di filosofia, appena tornato dal fronte russo, partecipò all’attività della Resistenza a Padova assieme a tanti esponenti del vivace cattolicesimo veneto. Un’espressione di quell’urgenza morale che nasceva dalla necessità di dare un nuovo fondamento ad una società ferita dalla dittatura e dalla guerra.

 

Da deputato dell’Assemblea costituente fino ai più importanti incarichi ministeriali, è sempre rimasta in evidenza quella vocazione politica contrassegnata, come ha riconosciuto tra gli altri il presidente Napolitano, dalla fortezza di «una scelta umana e politica fondata sui valori di libertà, di democrazia e di giustizia sociale come componenti essenziali del pensiero cattolico».  

 

Una testimonianza autentica resa ancor più veritiera dalla prova subita, da integerrimo padre costituente, dall’essere stato accusato ingiustamente di uno scandalo politico affaristico uscendone con l’assoluzione con formula piena nel giudizio davanti alla Corte costituzionale. Quando si parla della necessità della buona politica, di fronte a tanta miseria morale di cui siamo testimoni, occorre saper riconoscere queste radici nascoste e profonde di chi ha sofferto per il bene comune.  

 

La «politica del buon senso» era, infatti, il titolo di un volumetto che aveva composto e diffuso durante la Resistenza. Quel buon senso a cui si nutriva quel cattolicesimo democratico orientato verso una decisa riforma politica e sociale radicata sull’uguaglianza e la partecipazione. In questo senso un recentissimo e corposo studio sulla scuola italiana ha evidenziato proprio nel ministero Gui quella svolta democratica nella pubblica istruzione in Italia e cioè «l’avvio di una “politica sociale” dell’istruzione, nella convinzione che il potenziamento dell’istruzione costituisse il motore principale dello sviluppo economico, del progresso civile e dell’avanzamento democratico della società».

 

Conquiste sempre messe in pericolo e su cui occorre l’impegno di persone come Luigi Gui che, fino alla fine, come ha testimoniato il sindaco di Padova, non si è mai sottratto alla partecipazione diretta nella vista sociale.

 

In un’intervista del 2002 al Mattino di Padova, pur costando l’affievolimento della tensione morale nella società attuale, poteva dire: «Noi la Liberazione di 57 anni fa la vivemmo con gioia tanto più intensa quanto maggiori erano state le sofferenze. Ma le spinte per continuare a impegnarsi ci sono tutte, e consistono nel filo che deve seguitare a legare la libertà con la solidarietà e la giustizia sociali. Nel pianeta le situazioni di oppressione e violazione dei diritti umani sono ancora diffusissime. Oggi la "frontiera" è il terzo mondo: che peraltro non è lontano, ma pure qui fra noi, con gli immigrati».

Una lezione della giovinezza del cuore di un “padre della nazione”.

 

 

 

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876