L’Orchestra di Piazza Vittorio

L’Orchestra di Piazza Vittorio è nata a Roma, ed è composta da 16 musicisti di 11 nazionalità diverse. Creata dal tastierista degli Avion Travel, Mario Tronco, è un’orchestra multietnica, che si è presentata per la prima volta al pubblico nell’ottobre del 2002 a Roma. Da allora gli inviti a dare spettacoli sono frequenti. Hanno girato l’Italia, e da poco si può vedere nelle sale cinematografiche un documentario che racconta la storia del gruppo. Raccontare la storia dell’Orchestra di Piazza Vittorio – OPV – e non riflettere su un progetto di comunità multietnica è impossibile. Nei suoi 4 anni di vita ha fatto 130 concerti, 2 cd, ha aperto un sito su Internet. Tutto comincia con il musicista Mario Tronco, che lancia una sfida al cineasta Agostino Ferrente: di creare un’orchestra di musicisti stranieri di tutto il mondo, e tutti residenti a Roma. Tronco, che abita nel quartiere Esquilino a Roma, raccoglie in sé l’eco delle quasi 200 lingue che vengono parlate nel quartiere. Le voci, diversissime, arrivano a casa sua e nasce cosi il desiderio di fare qualcosa di musicale e di multietnico. Chi ascolta l’Orchestra capisce che l’obiettivo non è quello di formare un’orchestra classica; anzi, la musica è popolare ed è, per chi la conosce, la più fedele versione di Piazza Vittorio. La musica che si sente, la si vuole risentire. Le voci, anche diverse, attirano e arrivano da India, Tunisia, Ecuador, Senegal… Il contrabbassista Pino Pecorelli, invitato da Mario Tronco a fare l’equilibrista della banda, risponde così alla domanda: che musica fate? Io faccio la musica di quello che mi sta accanto. È lo stile che lega tutti noi. Far sì che poi questa cosa funzioni e speriamo, continui a funzionare. Violoncello, sax, clarinetto, cavaquinho, chitarra classica, piano, flauti andini e non solo, sono gli strumenti dell’Orchestra. C’è chi, come Peppe D’Argenzio – italiano – suona sax baritono e clarinetto basso. Cesar Reis, dal Brasile, suona chitarra classica e cavaquinho. Omar Lopez da Cuba suona tromba e flicorno. John Maida – Stati Uniti -, violino. Essere l’equilibrista della Banda è un modo di vedere l’oggetto musicale in modo completamente diverso – osserva Pino -. Tutte le mescolanze possibili possono convivere e la musica è uno strumento assoluto di comunicazione universale. Forse è questo il messaggio veramente importante. Paradossalmente, stiamo facendo musica. Il meglio dell’Orchestra di Piazza Vittorio è senz’altro la musica, ma una musica che nasce dall’incontro coraggioso e fraterno tra le varie culture. Rimane, nel pubblico, qualcosa che non si sente e non si vede ed è il risultato dell’impatto col loro modo di stare insieme che produce qualcosa di nuovo, nato con gioia e bellezza. Il film Il film, L’orchestra di Piazza Vittorio racconta la battaglia di Tronco e Ferrente per trovare i musicisti, ed è pieno di prove e provini, mille telefonate e una instancabile ricerca di artisti, del nord e del sud del mondo, dell’Occidente e dell’Oriente, tutti residenti a Roma. Il documentario musicale lascia nell’anima di chi ascolta la realtà di una sinfonia che va al di là della musica: la possibilità di convivenza tra culture diverse, col sapore di speranza. Dona al pubblico quello che ancora manca nel mondo: armonia e pace. Il film ha vinto, fino adesso, tre premi. Per chi desidera saperne di più, il sito aggiorna le notizie, i concerti, i brani musicali, i cd, i contatti stampa e artistici. L’indirizzo: www.orchestradipiazzavittorio.it La piazza Piazza Vittorio Emanuele ha perso nell’attuale parlata popolare il nome che la identificava con il re, risultato della trasformazione sociale legata ai nuovi abitanti del luogo. La piazza oggi è in maggioranza abitata da non italiani. Questo quartiere si trova a 5 minuti dalla stazione Termini ed è facile arrivarci: con la metro, linea A, è la prima fermata dopo Termini. È anche il palco di tante manifestazioni culturali e artistiche alle volte sembra il cuore del mondo. In questo scenario, è nata l’orchestra. L’ORCHESTRA Houcine Ataa – Tunisia – voce Peppe D’Argenzio – Italia sax baritono, clarinetto basso Evandro Cesar Dos Reis – Brasile voce, chitarra classica, cavaquinho Omar Lopez Valle – Cuba tromba, flicorno Awalys Ernesto El Kiri Lopez Maturell – Cuba batteria, congas, mani, piedi e cori John Maida – Stati Uniti – violino Eszter Nagypal – Ungheria – violoncello Gaia Orsoni – Italia – viola Carlos Paz – Ecuador – voce, flauti andini Pino Pecorelli – Italia contrabasso, basso elettrico Raul Cuervo Scebba – Argentina marimba, glockenspiel, congas, percussioni El Hadji Pap Yeri Samb – Senegal voce, djembe, dumdum, sabar, shaker Kaw Dialy Mady Sissoko – Senegal voce, kora, piede Giuseppe Smaldino – Italia – corno Ziad Trabelsi – Tunisia – oud, voce Mario Tronco – Italia direttore artistico – piano fender

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