Lontano

Siamo a Tangeri, in Marocco. Un camionista francese, deciso ad attraversare il confine con una partita di droga, vive un problematico rapporto con una ragazza araba che non sa niente del suo piano e deve resistere ai pressanti tentativi di un ragazzo marocchino, suo amico, che tenta di convincerlo a farlo entrare clandestinamente in Francia. Queste storie si muovono nel contesto sociale ed economico tipico di una città di frontiera del sud del mondo, dove le navi in continua partenza per l’Europa rappresentano l’incombente presenza nella città di quella che per molti è l’unica via di accesso a una vita migliore. Téchiné decide di affrontare le problematiche dell’emigrazione andando a indagare cosa accade sull’altra sponda del Mediterraneo. Un’operazione coraggiosa, anche perché non molto frequentata dal cinema europeo, più attento alle problematiche dell’immigrazione nelle nostre società. Il punto di forza del film è l’estrema efficacia dell’ambientazione. Partendo dalle storie private dei vari personaggi, il regista francese riesce, infatti, a restituirci un quadro realistico e credibile della vita e delle mille contraddizioni in un città come Tangeri. Il film, forse, sconta una certa debolezza narrativa, quasi che tutte le energie profuse nel descrivere il contesto abbiano sottratto vitalità e spessore ai singoli personaggi. Ma Lontano è comunque un bel film, che riesce a cogliere con sensibilità i drammi e le speranze di chi vuole soltanto una vita migliore. Regia di André Téchiné; con Stéphane Rideau, Lubna Azaabal, Mohamed Hamaidi, Yasmina Reza.

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