Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Società

Lontano dalla vista

di Eduardo Guedes

- Fonte: Città Nuova

Una fotografa condannata per aver mostrato la realtà del suo Paese. È il caso dell’uzbeca Akhmedova.

Uzbekistan

 

 


 

di Eduardo Guedes

 

 

 

Lo sguardo di un fotografo può essere equiparato ad un delitto. Così le autorità dell’Uzbekistan hanno fatto nei confronti di Umida Akhmedova, condannata da un tribunale per «calunnia e offesa al popolo uzbeco». Il crimine della Akhmedova consiste nell’aver pubblicato un album fotografico, dal titolo Donne e uomini: dall’alba al tramonto, in cui riporta immagini in cui il livello estetico non nasconde la realtà di una vita difficile, povera e molto lontana del mondo a cui siamo abituati nelle capitali occidentali.

 

Un certo timore dello scandalo, o forse un salutare rimorso, ha poi portato le autorità uzbeche a graziare la fotografa subito dopo la decisione del giudice. Ma la condanna rimane come un precedente. Umida Akhmedova si era laureata nel 1986 all’Istituto statale del cinema a Mosca, ma dalla metà degli anni Novanta si è dedicata quasi esclusivamente alla fotografia.

 

Il processo contro l’Akhmedova è stato messo in moto dall’agenzia per la stampa e l’informazione del governo uzbeco, e il suo lavoro è stato studiato da una commissione di periti. Al giudice istruttore del processo la donna ha cercato di spiegare che si interessava di etnografia; ma si è resa conto che il suo interlocutore non conosceva nemmeno quella parola. «La vita del popolo, rituali, tradizioni, matrimoni», ha cercato di spiegare l’Akhmedova, per dimostrare che «calunnia» non è il termine che si può adattare a questo lavoro. D’altra parte, la commissione di periti ha criticato il lavoro del fotografo per aver dedicato poca attenzione alle immagini positive. «L’obbiettivo di Umida Akhmedova non propone luoghi belli, palazzi moderni, villaggi sviluppati», si è giustificato uno dei membri della commissione. Il caso è stato aggravato dalla collaborazione di Umida Akhmedova a due documentari che riportano aspetti della vita in Uzbekistan, anch’essi attenti al crudo di certe situazioni.

 

Il fatto curioso è che Donne e uomini: dall’alba al tramonto è stato pubblicato due anni fa, sovvenzionato da un’organizzazione svizzera e solo ora le autorità hanno ritenuto trattarsi di un delitto. Il negativo non sta nel fatto che le persone vivono in condizioni dure, di povertà, soggetti a lavori pesanti e a tradizioni troppo esigenti, ma nel fatto che qualcuno ha fotografato questi quadri vivi.

 

Il sito uzbeko www.ferghana.ru ha avuto il permesso dell’autrice di pubblicare una parte delle foto dell’album in questione. Per chi fosse interessato a guardare le foto (peraltro bellissime), può usare il link http://www.fergana.info/details.php?image_id=1220

 

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876