Lo stress di Milano

Un illustratore per l’infanzia e la saggezza dei contadini

Che Milano sia la città dove tutti corrono e hanno fretta è una vecchia storia. La leggevo, alla fine degli anni ’30, in un libro che mi avevano regalato. Facevo le scuole elementari. Ma se il tempo del lavoro e il tempo dell’uomo si trovano in conflitto, il lavoro non è più realizzazione di sé: diventa stress. Vivo e lavoro a Milano e attualmente faccio l’illustratore per l’infanzia. Quando ero lavoratore dipendente, la mia vita era scandita rigorosamente: tangenziale, cartellino, lavoro, pausa pranzo, lavoro, cartellino, tangenziale, quel che resta del giorno e a nanna.

Ora sono “libero professionista”, ma la mia libertà consiste nel fatto che se prima avevo un solo padrone, ora ne ho molti. E hanno tutti fretta. «Bene, dottore, per quando le serve questa illustrazione?». «Per ieri». Il tempo è misurato sul lavoro e non sull’uomo. In questo modo se ne va il rispetto per “l’altro”, anche se è soltanto un illustratore! Eppure anche lui ha la sua vita, il suo tempo, la sua storia e – guarda un po’! – anche il diritto di poter fare il suo lavoro con cura e non di fretta. È un mondo di affari, non di relazioni.

A un tiro di schioppo da casa mia, alla periferia sud della città, tra il naviglio grande e il naviglio pavese, ci sono già le risaie. Quando il contadino semina il riso, non gli dice che lo vuole per ieri. Aspetta tutto il tempo che occorre. Certamente Milano è formidabile: progetti, lavori, grandi idee – «Se sta mai cui man in man» –. Ma sarei felice se in tutto questo darsi da fare si insinuasse un po’ di saggezza contadina.

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