Lo spettacolo di Ciocci

Che bello correre libero sul prato facendo capriole e fingendo di acchiappare farfalle! Così bello che Ciocci, il piccolo clown del circo, si è dimenticato che oggi i suoi compagni avevano deciso di togliere la grande tenda piazzata al centro del paese e di partire! Corre scapicollandosi sulla piazza di Borgocicciotto…. ma ormai del circo neppure l’ombra! Sono tutti partiti senza accorgersi che lui mancava. È quasi sera: che fare? Non resta altro che cercarsi un posto per passare la notte e poi domani si vedrà. Ciocci si aggira un po’ sconsolato fra le ultime case del paese, imbocca un viottolo ed ecco, accanto ad un vecchio casolare, un bellissimo fienile: un terno al lotto per la sua situazione! Entra e trova per terra perfino tre o quattro noci abbandonate. Non finisce neppure di sgranocchiarle che già si addormenta, pancia all’aria, su un mucchio di fieno: è troppo stanco e, a dire il vero, anche un po’ triste! “Certo, dimenticarsi di lui!”. Ma una vocina sottile, in fondo in fondo, gli sussurra: “Certo, dimenticarsi di tutti loro! Non sarai tu che l’hai fatta proprio grossa?”. “Forse è vero… beh, domani si vedrà!”. Cinque, sei, sette ore… Il sole è già alto. Due grandi occhi azzurri lo osservano incuriositi. È Pinuccia. Accanto, due grandi occhi castani: questa volta di Cesarino, il fratellino. “Ciao,chi sei?”. “Sono Ciocci, un clown del circo: oggi devo prendere il treno per raggiungere i miei amici che ieri sono tutti partiti”. “E come farai? Hai i soldi per prendere il biglietto?”. “No, ma darò uno spettacolo: niente di più facile per me!”. E Ciocci si esibisce subito in capriole da far rimanere aperte le bocche di Cesarino e Pinuccia per un quarto d’ora. Amicizia è fatta: si invitano per quel pomeriggio tutti gli amichetti, naturalmente accompagnati (e finanziati) da mamme, papà, nonni e zie. Improvvisamente però minacciosi nuvoloni avanzano sull’orizzonte, qualche lampo disegna una zeta nel cielo, il tuono brontola sempre più vicino, si solleva il vento e incominciano a cadere grossi goccioloni. Pochi minuti e poi il temporale si scatena con tutta la sua forza. Ad un certo punto uno schianto con un bagliore vivissimo fa tremare tutta la casa, scaricandosi sul tetto di Luigina, una vecchietta che abita lì vicino. Poi, piano piano, rantolando lugubramente, il temporale si allontana. Ma ecco un bussare concitato alla porta del fienile, ecco Luigina che entra tremante e impaurita. La folgore ha bruciato gran parte del suo tetto, già abbastanza malconcio, e ha bruciacchiato qua e là i poveri mobili: come farà a riparare tutto quel disastro? Ciocci sente il suo grande cuore stringersi per la pena: un clown non può rimanere indifferente e, abbracciando la nonna, prende subito una decisione condivisa dai suoi amichetti: gli spettacoli in programma saranno due e il ricavato del primo andrà tutto a Luigina. Nel pomeriggio, un trionfo! I battimani non finiscono più e nel cestello passato di mano in mano i soldini sono veramente tanti. Luigina non finisce più di abbracciare Ciocci, versando lacrime di gioia. Il secondo spettacolo è programmato per domani pomeriggio: secondo le previsioni di Ciocci, Pinuccia e Cesarino, avrà un successo ancora più strepitoso. Si invitano coraggiosamente il sindaco, il parroco, la maestra e tutte le persone più importanti del paese: non assicurano di venire “perché hanno tanti impegni “, ma Ciocci e amici non ci fanno caso: per tutti lo spettacolo sarà alle quattro del pomeriggio sul campo sportivo di Borgocicciotto. Arrivano le quattro del pomeriggio e… sulle gradinate non c’è nessuno all’infuori di Tonino, il bambino del pastore, con il suo bastardino nero e scodinzolante. Tutti sanno che Tonino non possiede neppure un soldo e Ciocci rimane un momento senza fiato per i tristi pensieri che l’assalgono. Ma no, non deve abbattersi: un bambino c’è e lo guarda pieno di speranza. Ebbene, per lui, anche per lui solo, darà lo spettacolo. Le acrobazie entusiasmano i pochi piccoli amici di Ciocci ed il successo è ancora più strepitoso che per il giorno precedente. Naturalmente, di soldini neppure l’ombra! Nel cuore di Ciocci splende però un sole grande grande: ha amato e data tanta felicità ai suoi amici: questo gli basta. Intanto, subito dopo lo spettacolo,Tonino si è recato dal parroco e gli ha raccontato la sua felicità; il parroco ha comunicato la cosa alla maestra, la maestra al sindaco, il sindaco al medico e alle altre persone importanti del paese e in un batter d’occhio la fama del piccolo clown arriva dappertutto. Mentre Ciocci sta pensando a cosa inventare per raggiungere il circo, si sente uno scalpitio festoso, lontano, poi sempre più vicino, ed ecco apparire Annibale, il giocoliere, mandato alla ricerca di Ciocci, in sella ad un magnifico cavallo bianco.Appena si vedono, tutto il risentimento di Annibale sfuma come nebbia al sole, disarmato dal sorriso del piccolo clown che lo abbraccia chiedendo perdono. Poi Annibale fa sedere Ciocci sul cavallo fremente e scalpitante, facendogli fare tre o quattro giri sul campo, in mezzo all’ammirazione dei ragazzini. Subito gira la voce che Ciocci sta per partire e in un lampo il paese si anima. Le mamme sospendono le faccende di casa, i papà di rivoltare il fieno, il sindaco di fare telefonate importanti, il parroco di preparare l’omelia, la maestra di correggere i compiti, e in attimo tutti si trovano sul campo sportivo per dargli l’addio. E quando Ciocci, seduto sulle spalle di Annibale che cavalca il bellissimo cavallo bianco, li saluta per l’ultima volta, sentono, ognuno a modo suo, che il piccolo clown ha dato loro una lezione preziosa sulla cosa che più conta nella vita.

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