Lo sguardo nell’arte

Finalborgo, splendida cittadina medievale della provincia di Savona, si è fatta cornice, dal 7 al 28 ottobre, di una serie di eventi artistici che hanno saputo coinvolgere istituzioni pubbliche, scuole, associazioni e un gran numero di cittadini: Scopo: promuovere, attraverso l’arte, un dialogo capace di uscire dalla cerchia degli addetti ai lavori per proporre valori condivisibili da chiunque. Sguardo nell’arte, cioè la capacità di avere occhi nuovi che consentano di cogliere relazioni e sensazioni che nella corsa quotidiana contro il tempo ci impediscono di leggere il filo d’oro che lega le vicende della nostra vita. La nostra epoca è densa di contrasti, spesso i saperi sono frammentati e i ritmi del nostro quotidiano rendono obsolete le innovazioni più eclatanti. Cosa può fare l’arte? Città nuova • n.23 • 2007 32 di Marta Michelacci Si assiste spesso ad una scissione tra artisti e resto del mondo: l’arte contemporanea talvolta non è capita ed anzi guardata con sospetto. Eppure il mondo ha bisogno di artisti… La mostra, allestita nell’Oratorio de’ Disciplinanti, è stata punto di riferimento di una serie di manifestazioni. Gli otto artisti – Roberto Cipollone, Claire Morard, Tobias Lindner, Aurora Natale, Daniele Fraccaro, Alberto Dorsier, Toni Salmaso, Maria Grazia Aleotti – condividevano l’idea della necessaria semplicità dello sguardo, quella che ci rende capaci di ritrovare l’innocenza nel guardare le cose. La possibilità di vederle in una luce nuova ci consente di intrecciare legami tra l’infinitamente piccolo e il macrocosmo, l’infinito che è per l’uomo di tutti i tempi alla radice dell’essere. L’objet trouvé che diventa arte, nell’opera di Ciro (Roberto Cipollone), ha fatto pensare al nostro destino di uomini apparentemente inutile, nella coscienza di taluni, quando si perde l’efficienza, ma in realtà mai inutile, anzi, fondamentale, come può essere l’assenza di un tassello in un mosaico. Così come, ad esempio, hanno fatto riflettere le opere di Daniele Fraccaro come Sottosilenzio, che evidenzia l’affondare delle radici che produce una chioma corrispondente. Nell’ambito del convegno che ne é seguito, promosso da Città nuova, è stato possibile chiarire le ragioni di queste scelte e di questi temi attraverso le esperienze di musicisti come Elisabetta Villa Calcagno, attori come Fabrizio Giacomazzi e ballerini come Liliana Cosi, oltre che i fondatori dell’Associazione Ludica antiqua Lucia Oliva e Luca Moretti. La capacità di guardare sé stessi e il mondo con occhi rinnovati: al diverso, allo scartato, a chi ci crea scomodità e la possibilità di creare rapporti più veri attraverso l’arte è stata l’esperienza di due famiglie che hanno saputo, attraverso l’espressione teatrale, dare vita ad uno spettacolo che ha coinvolto genitori e figli. In modo analogo si è evidenziato come all’interno della rivista Città nuova il mondo dell’arte e degli artisti venga visto dalla angolazione della capacità di fraternità. Il messaggio recepito dai presenti, è che possiamo fare della nostra vita un evento estetico, partendo dal quotidiano. Anche per l’assessore provinciale Scrivano e per quello comunale Viassolo. Tra i commenti: L’arte dell’unità riesce a far percepire delle emozioni che raramente si riescono a provare; Dio è bellezza: la possibilità di costruire relazioni, è ciò che il mondo dell’arte attende per poterlo comprendere con i sensi e con la mente.

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