L’Italia del Volley sul tetto d’Europa

La Nazionale italiana di pallavolo vince gli Europei di pallavolo maschile, i settimi della sua storia. È un'estate indimenticabile per lo sport italiano: dopo la nazionale di calcio, lo scorso luglio, e quella di pallavolo femminile, due settimane fa, il terzo trionfo per il Paese.
(AP Photo/Czarek Sokolowski)

E tre! Notti magiche indimenticabili, quelle che stanno segnando lo sport italiano in questa incredibile estate 2022. Nella serata di Domenica 19 settembre, l’Italvolley maschile allenata da Ferdinando De Giorgi batte la Slovenia al tie break laureandosi campione d’Europa. Solo due settimane fa avevamo celebrato la Nazionale femminile vincitrice degli Europei, vittoriosa in finale sulla Serbia, senza dimenticare l’Italia maschile del calcio di mister Roberto Mancini, trionfante a Wembley lo scorso luglio.

(AP Photo/Czarek Sokolowski)

Alla Spodek Arena di Katowice, in Polonia, è andata in scena una gara gradevle e molto combattuta: la Slovenia ha iniziato molto bene, forse meglio, imponendosi soprattutto al servizio, ma fin dal primo set l’Italia è stata in grado di reggere l’urto mostrando la capacità di rimanere in partita nonostante qualche evidente difficoltà in fase di ricezione e probabilmente qualche errore evitabile al servizio. I nostri ragazzi hanno poi tuttavia recuperato lo svantaggio nel secondo e nel quarto set prima di trionfare al tie break grazie soprattutto ad Alessandro Michieletto, salito in cattedra quando meglio non poteva, piazzando una serie di punti decisivi nel momento clou della partita. La Slovenia, composta da giocatori più esperti degli azzurri, non è più riuscita a recuperare, nonostante le sue qualità di palleggio.

Gioia nella gioia per il nostro capitano, Simone Giannelli, premiato come miglior giocatore del torneo. Di fatto, la nostra Nazionale inaugura con una grandissima vittoria il nuovo ciclo di De Giorgi: difficile a credersi alla vigilia, dato nell’ultimo torneo olimpico, allenata da Gianlorenzo Blengini, era stata eliminata ai quarti di finale dall’Argentina. Una vittoria esaltata anche da Palazzo Chigi, via social: “La #pallavolo europea parla italiano! Dopo il successo delle nostre ragazze, il trionfo degli #azzurri che oggi hanno mostrato grande cuore, carattere determinazione. Siamo campioni d’Europa” recita il tweet. Ora, il cortile istituzionale del Presidente del Consiglio rischia di non avere più posto: ironie a parte, sembra quasi che nell’Europa dello sport quest’anno si gareggi per il secondo posto, se l’Italia è in gara.

Qualche nota in più appare doverosa in particolare nei confronti del curriculum di mister Fefè De Giorgi: dalla “Generazione dei Fenomeni” ai nuovi giovani campioni azzurri, da allenatore di club ha vinto tutto mentre ora può fregiarsi dell’oro agli Europei con la nazionale. Considerato un “cabarettista” del volley, tra una battuta e l’altra ha collezionato una serie impressionante di successi, da giocatore e allenatore, con la nazionale come con le squadre di club. Il prossimo 10 ottobre festeggerà 60 anni: è stato uno dei migliori palleggiatori italiani, sempre in lotta per un posto in nazionale, perché tra la fine degli anni ‘80 e gli anni ‘90 l’Italia, in regia, vantava una concorrenza da brivido tra Paolo Tofoli e Marco Meoni. Fefè, però, ancora oggi resiste nella posizione numero 7 della classifica generale dei giocatori con più presenze in maglia azzurra: ne ha collezionate 330, come Luca Cantagalli e Andrea Sartoretti.

L’allenatore Ferdinando De Giorgi (AP Photo/Czarek Sokolowski)

Era nelle selezioni del mitico Julio Velasco che hanno vinto i tre Mondiali di fila dal 1990 al 1998, ma ha anche vinto gli Europei in Svezia nel 1989 e nel 1991 ha raggiunto l’argento in Giappone. Sempre nel 1989, ha conquistato il secondo posto nella Coppa del Mondo. Con i club, invece, ha vinto un campionato con la Panini Modena nella stagione 1986-1987 (da riserva di Fabio Vullo), due volte la Coppa Italia, con Cuneo nel 1995-1996 e nel 2001-2002 (anche se il nome era Piemonte Volley). Sempre con Cuneo ha conquistato anche la Supercoppa Italiana nel 1996, la Coppa delle Coppe (1996-1997), la Supercoppa Europea nel 1996 e la Coppa Cev nel 1995-1996 e 2001-2002, anno del suo ritiro a 40 anni compiuti, mentre era già allenatore. Nelle ultime stagioni a Cuneo, ricopriva il doppio ruolo di giocatore-allenatore e, anche quando ha lasciato la società piemontese, vincendo la Coppa Italia e la Coppa Cev, ha continuato la sua carriera di coach: nel 2004-2005 ha guidato Perugia alla sua prima finale scudetto, poi persa con Treviso. Nel 2005-2006 è iniziata la sua prima avventura con la Lube, con cui ha vinto subito lo scudetto e poi anche la Supercoppa Italiana due volte, la Coppa Cev e due Coppe Italia.

Dopo qualche colpo a vuoto, anche sulla panchina della Polonia, lo scorso giugno è stato nominato nuovo commissario tecnico della nazionale: guiderà gli azzurri dagli Europei fino a Parigi 2024… ma l’inizio è già da sogno, con qualche mossa da ricordare. Come quella in finale di schierare Yuri Romanò, l’uomo decisivo subentrato quasi come tentativo della disperazione e trasformatosi in arma letale: tutto quello che tocca diventa oro, con 11 punti per un clamoroso 90% di efficacia. Perfetto in attacco e infido in battuta, gioca un set e mezzo meraviglioso, sigillando il campionato continentale. Doveroso citare quindi la grandissima prova di capitan Giannelli e Daniele Lavia, baluardo senza paura per tutti e ciascuno. È “la terza dose” d’oro dell’Estate azzurra: se è un sogno, non svegliateci…

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