Libricinema

ANTONIO MONDA, La magnifica illusione, un viaggio nel cinema americano. Fazi, pp. 603, M24,50 – Finalmente un testo scritto da uno studioso che è anche un appassionato. Monda, collaboratore di Repubblica e La rivista dei libri, ha una cattedra di regia presso la New York University. Ha organizzato retrospettive per il MoMa, il Guggenheim, il Lincoln Center e l’Academy.Tutte le carte in regola per questo libro che riunisce saggi recenti e recentissimi sugli ultimi dieci anni del cinema americano, attento però anche a fulminee incursioni nel passato. Il testo, di lettura accattivante e di fondatezza critica notevole, racconta le grandi conferme (e delusioni) venute dalla generazione degli anni Settanta; ma si sofferma pure su di un’altra generazione – quella dei Tarantino, Payne, Anderson – già autrice di lavori di grosso spessore. Mondan, che collega saggio ad interviste, non è imparziale: esalta Spielberg e condanna opere come il recente Era mio padre. Questa libertà intellettuale, così diversa da tanta ipocrisia dei cosiddetti “critici”- che dicono a priori bene di tutto e di tutti – è coinvolgente, perché se da una parte ci lascia liberi di non acconsentire ad alcuni suoi giudizi, dall’altra evidenzia la sincerità della ricerca, la moralità sottesa all’indagine. Il cinema americano esce allo scoperto, con i suoi meccanismi più o meno piacevoli, le sue leggi ed abitudini, e gli indubbi meriti. Lo sguardo di Monda sulla “Fabbrica dei sogni” statunitense è ad un tempo critico e incantato. Sempre affiora l’attenzione ai valori, alle esigenze dell’arte autentica trattate con personalissima partecipazione. G.S.

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