Liberi di credere

Analisi del Rapporto 2010 su La libertà religiosa nel mondo, realizzato dall’“Aiuto alla Chiesa che soffre” (Acs).
Cattolici cinesi di fronte alla chiesa di Xishiku

Per circa cinque miliardi di persone la libertà religiosa è negata, interdetta, limitata o repressa. Il 70 per cento dei 6,8 miliardi della popolazione mondiale vive ed è sottoposta a pesanti limitazioni alla libertà di religione, coscienza e pensiero. Secondo Amnesty International, poi, da almeno due decenni il cristianesimo sarebbe la religione più perseguitata del mondo. Dalla Cina al Sudan, dall’Iraq e Iran alla Nigeria e all’Eritrea, persecuzioni, limitazioni e rappresaglie istituzionali e sociali si susseguono su uomini e donne, vecchi e bambini, luoghi di culto e preghiera. E ciò senza guardare in faccia se siano cristiani o musulmani, buddhisti, indù o “diversamente credenti”. È quanto evidenziato dal Rapporto 2010 su La libertà religiosa nel mondo, realizzato dall’“Aiuto alla Chiesa che soffre” (Acs), per l’occasione rappresentata dal dottor Peter Sefton-Williams; e affiancato dall’ambasciatore Francesco Maria Greco e dal sociologo-scrittore Renè Guitton.

 

Da sottolineare innanzitutto il lodevole tentativo di dare valenza religioso-culturale “universale” a questa ponderosa ricerca di 561 pagine, oltre l’ambito strettamente cristiano-cattolico. Il rapporto vuole dare voce all’insopprimibile anelito di ogni essere umano, a qualsiasi fede o religione appartenga, come ha sottolineato p. Sante Babolin, presidente italiano Acs. In secondo luogo e sempre in questa linea, il rapporto mette a nudo una presenza allarmante e perversa: l’ombra violenta del potere politico e degli interessi economici che, attraverso strumenti istituzionali e giuridico-legislativi e imposizione di “religioni di Stato” dominanti, manovra, strumentalizza e orienta l’aspetto religioso-popolare dei cittadini per finalità tutt’altro che umanitarie e “falsamente” spirituali.

 

Per interrompere queste spirali di oppressione non c’è che “la via del dialogo”, come traspariva dalla diretta testimonianza di mons. Joseph Coutts, vescovo di Faisalabad, in Pakistan. Acquista un significativo rilievo il tema scelto da Benedetto XVI per la giornata mondiale della pace 2011: “Libertà religiosa, via per la pace”.

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