Liberare una città dall’alienazione dell’azzardo

Via Tiburtina. Una millenaria strada della Capitale dove si riflettono le contraddizioni della città e prospera il commercio “legale” dell’azzardo. Un gruppo di associazioni che si ritrova, al n.541 della via consolare, domenica mattina 8 febbraio (“Non azzardiamoci!”) per cercare insieme l’alternativa
slot mob roma

Partenza dall’inizio di via Tiburtina, in zona San Lorenzo, una delle via consolari, una delle più antiche di Roma. Ci dirigiamo verso Tibur (Tivoli) lasciandoci sulla destra il cimitero monumentale del Verano e superando il ponte che sovrasta la Tangenziale Est, crogiuolo di traffico, frustrazione e appuntamenti disattesi. Si sviluppano di fronte a noi i quartieri di Portonaccio, San Basilio, Rebibbia con il suo carcere, Pietralata; si supera il Grande Raccordo Anulare e si incontrano Settecamini e Case Rosse. Quartieri raccontati da Pasolini e Moravia, la disperazione e la speranza, la microcriminalità e il riscatto.

Oggi non è cambiato molto, ma alle bische clandestine, che pur resistono nascoste da una serranda abbassata a metà, si stanno sostituendo e diffondendo a una velocità impressionante le sale slot, i mini-casinò e le sale scommesse legali. Tappeti di luci posticce al neon schiariscono tratti di vie buie per i tagli all’illuminazione pubblica. Esercizi commerciali che chiudono da un giorno all’altro lasciano il posto a stanze colme di Slot-machine occupate da orde di persone stanche o annoiate, da disoccupati o lavoratori, da giovani o anziani.

La criminalità di quartiere che spesso e volentieri fiuta il mercato e vi si arricchisce direttamente o attraverso l’indotto: riciclaggio e usura. Intere zone che vedono montare un enorme senso di alienazione che risucchia relazioni umane, attivismo, senso di appartenenza, decoro. Ragazzi che crescono in questi ambienti e che assistono a questa metamorfosi “nella più completa legalità”, nel silenzio complice delle istituzioni nazionali, nell’impotenza di quelle territoriali.

È per queste condizioni che Slot Mob ha deciso di partecipare a una rete attiva di associazioni e realtà territoriali affinché si raccolgano le forze per esortare la cittadinanza del Municipio IV a riappropriarsi del proprio territorio e ad affrontare il problema dell’azzardo (anche quello on-line dentro le case) attraverso una giusta informazione sulla situazione attuale e sui rischi ad essa legati, attraverso progetti di prevenzione e cura da lanciare nei quartieri, nelle scuole, nelle parrocchie e nelle realtà associative e soprattutto attraverso la creazione di alternative al tempo speso sulle slot-machine, sul poker on-line o sulle scommesse.

Domenica 8 mattina si svolgerà un incontro pubblico nella galleria commerciale di via Tiburtina 541. L’evento è promosso e organizzato dalla rete Non Azzardiamoci (di cui fanno parte Slot Mob, Libera, Croce Rossa, Movimento dei Focolari, Psy+ Onlus e Conungioco) che si propone di affrontare insieme agli abitanti la dilagante e ingombrante offerta di gioco d’azzardo nel Municipio IV di Roma. Affinchè si generi fra gli stessi abitanti un’indignazione non fine a sé stessa, ma creatrice di opportunità per i tanti giocatori d’azzardo, patologici e non, di ricominciare a relazionarsi con le altre persone, con le attività delle strade che sono anche loro e, perché no, spendere il tempo che stanno sprecando reinvestendolo nello sviluppo di sé stessi, delle loro relazioni con gli altri e del territorio che tutti insieme occupano. I progetti riguarderanno la creazione di sportelli per l’ascolto dei giocatori patologici, di laboratori didattici nelle scuole superiori della zona e di ludoteche per diffondere la cultura del gioco sano, oltre al coinvolgimento delle tante realtà associative che operano attivamente nella zona della Tiburtina.

Per informazioni: slotmob1@gmail.com

I più letti della settimana

Auguri, don Matteo

In cammino verso la sinodalità

Aprire il cuore

Simple Share Buttons