L’evento della nascita

Sono in felice attesa di un bambino. Però mi ha un po’ preoccupata sentire certi fatti di cronaca che mostrano il periodo dopo parto come terribilmente buio. Come può succedere alla mamma di perdere la testa e che tutti intorno ripetano che nulla avrebbe potuto far presagire una tragedia in famiglia?. R. A – Bologna ¦ La domanda riguarda contemporaneamente due misteri della vita umana: quello della nascita e quello della follia, normalmente non associati. L’evento della nascita si accompagna in genere a gioia e non a sofferenza mentale. Tuttavia, proprio perché incredibilmente grande nella vita di una donna, può mettere a nudo le fragilità psicologiche e la scarsa maturità di coppia. Come può essere che di fronte alla fragilità di un lattante non scatti un fortissimo desiderio di proteggerlo e accudirlo? La rispodi sta è che si può essere più fragili di lui, così fragili da non sentire di esserne capaci. Il neonato è l’indifeso per eccellenza, ma è proprio questa l’angoscia che può sovrastare: da lui indifeso non ci si può difendere. Chiede soltanto tempo e amore, le cose più difficili da dare. Possibile che non ci si accorga mai delle difficoltà prima che nelle famiglie scoppi una tragedia? Ciò può avvenire perché la stessa persona non si riconosce come portatrice di una fragilità e non chiede aiuto. Oppure perché siamo noi a non riconoscere la sua fragilità, occultata da una immagine esteriore come tutti (un lavoro, un aspetto curato, le azioni quotidiane analoghe alle nostre). Purtroppo, nella nostra società la fragilità psicologica dei giovani genitori è in aumento, legata al timore di non farcela ad allevare ed educare un figlio come si vorrebbe. Le aspettative sono alte e, anche per questo, tutto appare problematico. Persino gravidanza e parto rischiano di diventare eventi vissuti con poca naturalezza, dove la ridondanza di informazioni e possibilità tecniche può stordire e far sentire inadeguati. Per evitare di incorrere nell’ansia è prezioso vivere in pi nezza e nell’attimo presente l’esperienza della relazione di coppia e col figlio. Siamo esseri relazionali e quando ci poniamo fuori della relazione, in balìa delle nostre aspettative, perdiamo il senso di noi stessi e dell’altro. Il rapporto di dialogo con gli altri illumina più delle proprie convinzioni precedenti sulle scelte da fare. Anche quando è utile consultare un esperto, il suo maggior ruolo è quello di aumentare la fiducia in sé stessi e nelle relazioni che si hanno. Poiché l’antidoto dell’ansia e della fragilità psicologica è quindi la condivisione, sosteniamo con maggior cura le giovani coppie nella fase dell’attesa di un bimbo e della sua prima infanzia per rompere spirali pericolose di isolamento. A voi auguro di vivere uniti la meraviglia della nascita: le preoccupazioni non vi toglieranno la serenità. spaziofamiglia@cittanuova.it

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