L’eredità

L'esperienza della spartizione dei beni in famiglia richiede di saper riconoscere il valore delle relazioni e degli affetti
eredità
Foto Freepik

In ogni famiglia prima o poi siamo chiamati a vivere l’esperienza dell’eredità. Inevitabilmente il valore dei beni, il valore degli affetti, il valore delle relazioni rischiano di entrare in corto-circuito. Ognuno porta nel confronto con gli altri parenti il portato dei tre valori, assegnandone un peso diverso e creando quindi una situazione di conflitto.

Anch’io mi sono trovato ad affrontare questo percorso, che ha attraversato la storia della mia famiglia allargata per diversi anni. Dall’inizio ho scelto la strada dell’apertura e del dialogo, cercando di mantenere canali di comunicazione anche quando l’asprezza di alcuni scambi verbali mi avrebbe scoraggiato dal continuare e magari di affidare ad un terzo il percorso di mediazione.

Mi sono chiesto più volte come si sarebbe potuto convergere verso un comune riconoscimento del valore dei beni da ereditare mantenendo il valore delle relazioni, rispettando gli affetti, che comunque sono parte della nostra storia e la cui lacerazione o riconciliazione ha conseguenze importanti nella nostra vita.

Alla fine siamo arrivati ad una pacifica conclusione, soddisfacente per le parti in gioco, in un percorso non senza cadute e momenti bui. Per alcuni si trattava di rinunciare ad una parte di beni materiali, di per sé non rilevante, come atto di giustizia verso altri parenti coinvolti, al di là dei diritti legalmente riconosciuti. Andava accolta la grandezza e la profondità degli affetti, e tutelata la bontà delle relazioni, che costituiscono un patrimonio prezioso da custodire, alimentare e lasciare in eredità ai figli.

Personalmente riuscire a mettere in armonia i tre valori mi ha dato una grande pace, gioia e libertà, oltre ad un senso di unificazione interiore.

Ma poteva anche finire diversamente. Per questo mi sembra importante fare tesoro delle diverse lezioni che ho appreso. La prima lezione è che per creare un clima di fiducia bisogna prendere sul serio le posizioni degli altri, anche quando ci sembrano assurde o ci feriscono. Solo così l’altro si sente pienamente accolto. La seconda lezione è che bisogna pazientemente costruire un quadro di informazioni condiviso. Se si condivide una stessa rappresentazione economica e giuridica, è più facile dialogare su un terreno comune concentrandoci sulla soluzione. Legata a questa lezione c’è il fatto che può essere utile attingere a competenze esterne che aiutino ad una valutazione il più possibile oggettiva.

Insomma, ereditare chiede di mettere insieme cuore, testa e mani nella continua ricerca di quel Bene che tiene insieme i tanti beni di cui siamo eredi.

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