Le tante cure sanitarie

Ogni cittadino dell’Unione europea, che avesse bisogno di cure impreviste durante un soggiorno temporaneo in un altro Stato membro, ha diritto allo stesso trattamento riservato ai residenti del Paese in cui si trova, purché in possesso della tessera sanitaria.
Tessera sanitaria
Beh, se proprio dovete ammalarvi fuori dall’Italia, scegliete Paesi come Austria, Regno Unito, Portogallo, Spagna, Irlanda, Olanda, Polonia, Malta, Lituania o Romania. Qui infatti quasi tutte le spese sanitarie sono gratuite e se avete con voi la tessera sanitaria, siete salvi o quantomeno potete sperarci. Qualsiasi cittadino dell’Unione europea, infatti, che all’improvviso avesse bisogno di cure impreviste durante un soggiorno temporaneo in un altro Stato membro, ha diritto allo stesso trattamento riservato ai residenti del Paese in cui si trova, purché in possesso della tessera sanitaria.

La possiede oramai il 97,6 per cento degli italiani, ma non tutti sanno come usarla fuori dai confini nazionali ed ecco allora qualche consiglio. Anzitutto portarsela sempre dietro e poi informarsi, prima di partire, sul funzionamento del servizio sanitario del Paese in cui ci si reca.

 

Se in quelli citati all’inizio le cure sono quasi del tutto gratuite, infatti, in altre nazioni può essere richiesto un ticket sia in ospedale che negli ambulatori. In Francia, invece, bisogna prima pagare e poi chiedere il rimborso. Anche in alcuni Paesi che non fanno parte dell’Unione europea la tessera sanitaria viene riconosciuta come valida: in Islanda, Liechtenstein e Norvegia, dove è previsto il pagamento di un ticket; in Svizzera dove, come in Francia, bisogna anticipare il pagamento della prestazione e poi farsi rimborsare.

E infine un’avvertenza: alcuni siti web offrono una tessera sanitaria a pagamento. «Non cascateci, la tessera è gratuita per tutti», avvertono dalla Commissione europea occupazione, affari sociali e inclusione.

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