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Italia > Società

Le radici del legame sociale

di Carlo Cefaloni

- Fonte: Città Nuova

Carlo Cefaloni

A circa due anni dal rogo dell’acciaieria di Torino, un giovane operaio perde la vita nell’altro stabilimento di Terni della Thissenkrupp. Poco spazio per la notizia che rimanda, invece, ai tanti segni di un malessere sociale cui dare voce.

operai torino

Ci vuole un rogo come quello della Thissenkrupp a Torino per creare la notizia? Dopo quasi due anni da quel dramma, un operaio è morto intossicato nello stabilimento di Terni dello stesso gruppo siderurgico che, come sappiamo, aveva messo in competizione i due siti produttivi italiani per definire quale salvare. La paura per la perdita del lavoro era all’origine di turni supplementari mentre i mancati investimenti nella manutenzione erano fisiologici per una realtà in smobilitazione.

 

Un francobollo di notizia in ventesima pagina. L’età giovane, 31 anni, e la notorietà, come portiere della squadra di calcio del dopolavoro, sono i dettagli selezionati per l’annuncio. Non ci dovremmo meravigliare se i suoi compagni sono subito scesi in strada per bloccare il traffico per attirare l’attenzione. Non dispongono di ripetitori e stampa e forse l’azione eclatante sarà stata anche senza successo. Un’intera classe sociale è stata resa come invisibile.

 

Eppure, mentre veniamo sommersi da immagini di accompagnatrici e viados coinvolti in vicende che superano l’immaginabile, ci possiamo chiedere dove si possono trovare le radici della convivenza sociale. Di chi di notte o alle prime ore dell’alba si sveglia per lavorare e guadagnare quanto forse non gli basterà per arrivare alla fine del mese. Due colleghi del lavoratore ternano, rimasto asfissiato, sono stati ricoverati per aver cercato di salvarlo dalla morte. Questo dettaglio rimanda ad un episodio tra i tanti che non sembra non faccia notizia.

 

Quello che riguarda Denis Zanon, un operaio quasi quarantenne di Porto Marghera che nel gennaio 2008, vedendo un compagno di lavoro cadere, per le esalazioni nocive, dalla lunga scaletta che li conduceva nel buio della stiva di una nave, ha vinto l’istinto di conservazione e si è gettato in suo aiuto, perdendo entrambe la vita. Erano le due della notte di un inverno in cui un lavoratore interinale, che accetta ciò che propone la ditta che gli procaccia l’impiego temporaneo, ci mostra la forza del legame sociale tra esseri umani.

 

Interinale vuol dire provvisorio, eppure cosa c’è di più definitivo dell’atto del portuale di Marghera?  La medaglia d’oro al valor civile alla memoria di Denis concessa dal presidente Napolitano è stata solo una piccola notizia che dura l’attimo di un comunicato, mentre dovremo partire dalle domande che Denis ci ha fatto sorgere dentro. Come un dono per noi.   

 

Riproduzione riservata ©

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