Le primule per la nonna Le primule per la nonna

Alla nonna piacevano le primule. Ma oggi è il giorno dei morti, fa freddo e c’è anche un po’ di nebbia. Fuori dal piccolo cimitero si vendono crisantemi bianchi, gialli, viola o tutt’al più qualche lilium. Non è proprio stagione di primule. La gente va e viene dalle tombe dei suoi cari. Dice una preghiera, lascia un fiore e scappa via in fretta. Luca non è mai stato in un cimitero. Oggi, però, la mamma gli ha chiesto di accompagnarla a trovare la nonna. La sua nonna sorrideva sempre. Se lo ricorda bene lui quel sorriso, anche se era molto piccolo, quando lei è morta. Adesso, per mano alla mamma, Luca gira incuriosito tra quei vialetti di ghiaia bianca: guarda le fotografie, legge i nomi (sa già leggere Luca), soprattutto osserva le tombe. Ce ne sono tante, di tutti i tipi. Alcune sembrano abbandonate, dimenticate, altre sono coperte di fiori e di lumini accesi.Alcuni fiori, però, si vede benissimo che sono di plastica. Su una tomba di marmo bianco Luca nota la foto a colori di un bambino, un bambino proprio come lui, solo il nome è diverso. Si ferma tirando piano il braccio della mamma. – Anche i bambini muoiono? – domanda sottovoce. La mamma sorride appena: – Qualche volta sì. Qualche volta succede. Riprendono a camminare. Le scarpe fanno cric-cric sulla ghiaia. Imboccano un viale più largo dove ci sono delle tombe enormi. Sembrano costruite apposta per poter dire “Sono la più alta!”, oppure “Sono la più bella!”. Luca scorge il busto di un signore coi baffi e legge le lettere d’oro che ci sono sotto: § Cavalier Tromboni Porfirio § Lavoratore instancabile e padre esemplare Di fianco c’è una specie di chiesetta con le colonne di marmo e il cancello di ferro: – Famiglia Prorompenti – Luminoso esempio di virtù e di bontà. E ancora oltre una specie di altare di marmo viola scuro: – Contessa Ida Giganteschi-Squilli – Benefattrice dei poveri e degli orfani Il bambino guarda un po’ impaurito la statua di un angelo enorme, con la spada sollevata. – È sepolta qui la nonna? – domanda sottovoce. – No – risponde la mamma – È là in fondo. Lui tira un sospiro di sollievo. Gli pare di vederla adesso la nonna: sta sorridendo, come faceva sempre. Passano ancora di fronte a qualche avvocato, a qualche eroe di guerra e a una tomba di famiglia di quelle col cognome triplo. Poi il vialetto finisce. La mamma supera due cipressi alti alti e si ferma. – Eccola, è quella – dice indicando col dito. È quasi nascosta dai fiori delle altre, ma Luca la riconosce subito e si avvicina in punta di piedi. Sulla tomba c’è solo una piccola lapide di marmo bianco col suo nome: Celeste Adelina -1911 ? 1997 E tra l’erba verde che la ricopre spuntano, come al solito, decine di primule.

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