Le macchine dei Kataklò

Un viaggio in un mondo sconosciuto e senza tempo. È Love machine, dei Kataklò, la compagnia di danzatori-acrobati di Giulia Staccioli.
Le macchine di Kataktò

Un viaggio in un mondo sconosciuto e senza tempo. È Love machine, dei Kataklò, la compagnia di danzatori-acrobati di Giulia Staccioli. Giunti in un luogo misterioso, due esploratori vi trovano nuove forme di vita e una comunità che abita bizzarre strutture inclinate. Qui forme e pensieri sono ribaltati. I due protagonisti sperimentano nuovi equilibri rovesciati, ma in armonia. I corpi macchina sono il perno allegorico intorno a cui ruota la loro ricerca: la forza e il coraggio di questi uomini e donne diversi, conducono i protagonisti lungo un percorso di conoscenza che li porterà a sfidare le leggi della gravità, indagare i limiti di sé e del mondo circostante. Insieme definiranno un universo comune. Grazie alla conoscenza reciproca e alla condivisione dell’esperienza si definiranno i contorni di nuove linee: non più cunei né diagonali, ma angolazioni facili, declivi dolci e prospettive piane. La sete di conoscenza dei due esploratori non si esaurirà nella scoperta: è il viaggio e la ricerca di sé stessi la loro meta. Proseguiranno verso altri orizzonti.

La drammaturgia di Love machine rivela debolezze che penalizzano la coreografia, ripetitiva, con tempi morti, priva dell’originalità di precedenti spettacoli. Non bastano forse forme in controluce e suggestioni di colori e musiche a riscattare uno spettacolo non del tutto riuscito.

 

Al teatro Vittoria di Roma e in tournée fino a marzo.

 

Leggi anche

I più letti della settimana

Altri articoli

Simple Share Buttons