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Cultura > Arte e Spettacolo

Le lune di Pompei

di Loreta Somma

- Fonte: Città Nuova

Fino al 30 ottobre, nei week end, sarà possibile ammirare una «Pompei in abito da sera, illuminata dall’argento della luna»

Le lune di Pompei

Tornano, per la terza edizione, “Le Lune di Pompei”, percorsi notturni nella città antica più famosa del mondo. Dopo il tramonto, alla luce di lampade antiche e moderne illuminazioni tecnologiche, guidati dalla calda voce dell’attore Luca Ward, centinaia di visitatori si potranno aggirare nelle strade della città romana distrutta dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

 

Le tappe del percorso 2011 ricostruiscono alcuni aspetti della vita quotidiana della città, come il culto dei morti nella Necropoli e la tragedia improvvisa nell’Orto dei fuggiaschi. Ma il percorso notturno offre anche una visita alla Casa del profumiere nella via dei Mercanti e la scoperta dei misteriosi riti dedicati da Ottavio Quartione alla dea Iside; non manca un’occhiata alla vita operosa che si svolgeva nella Casa della Nave Europa, per concludere il tour nell’Anfiteatro, sede delle grandi feste popolari.

 

Un’avventura ricca di cultura, tra magia e mistero, pensata per le migliaia di turisti di tutto il mondo che visitano Pompei e vogliono portare a casa un ricordo indelebile, ma anche per i tanti campani che conoscono gli Scavi ma che potranno visitarli sotto una luce completamente diversa.

 

La manifestazione, realizzata dal Comune di Pompei in collaborazione con la Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei, è finanziata dalla Regione Campania con fondi europei. Il percorso dell’edizione 2011, realizzato con la direzione artistica di Francesco Capotondo, unisce al fascino degli scavi alcune performance per accrescere il coinvolgimento dei visitatori: storia e tecnologia, virtuale e reale, proiezioni tridimensionali ed attori in toga che dialogano con il pubblico, giochi di luce e chiarore della luna (quella vera), suoni e voci fuori campo, antichi graffiti e scritte moderne, tutto si mescola per raccontare otto lune, otto storie di vita e di morte nella notte vesuviana.

 

Tra i momenti che più emozionano il pubblico, la sosta nell’Orto dei fuggiaschi, dove, proprio nel luogo in cui furono trovati, sono stati sistemati i calchi realizzati, grazie all’intuizione dell’allora direttore Giuseppe Fiorelli, inserendo gesso liquido nelle cavità che venivano trovate durante gli scavi. È stato così possibile vedere gli sguardi delle persone colte dalla tragedia: donne e bambini rannicchiati, uomini in atto di protezione, cani ancora al guinzaglio. È significativo come tutto ciò sia stato possibile utilizzando il vuoto lasciato dai corpi decomposti, quasi a sottolineare che proprio quello che non si vede è ciò che nell’uomo non muore.

 

Così, dopo una giornata di caldo, trascorsa magari al mare, turisti e visitatori, italiani e stranieri, giovani, adulti ed anche tanti bambini, girano di notte in una città morta per riflettere sull’importanza della vita. E di notte tutto è più stemperato, anche le polemiche scoppiate dopo il crollo della Schola Armaturarum dello scorso novembre, i diversi provvedimenti presi e quelli ancora da attuare, il rimpallo di responsabilità.

 

La cultura diventa, così, traino per il turismo e il commercio. Un’iniziativa singola, ma organizzata e curata nei minimi particolare che porta lustro alla città e alla regione. Come dice il sindaco di Pompei, Claudio D’Alessio: «Pompei in abito da sera, illuminata dall’argento della luna, riscuoterà un successo senza precedenti». Si replica fino al 30 ottobre, tutti i fine settimana, informazioni, sconti, promozioni e prenotazioni su www.lelunedipompei.it

Riproduzione riservata ©

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