Le invasioni barbariche

Daria Bignardi è tornata su La7 con Le invasioni barbariche, il venerdì sera.
Daria Bignardi

Il talk show ha una forte caratterizzazione per le tre principali interviste “barbariche”. Lo stile, infatti, vorrebbe essere lontano dagli stereotipi italiani, e dunque pungente, provocatorio, poco accondiscendente. Non mancano i dibattiti sull’attualità e sul costume nazionale.

È interessante notare come le idee si trasmettano anche con ciò che si vede, non solo con ciò che si dice: un tavolo di vetro, la giornalista e il suo ospite seduti di fronte, con la camera mobile che si muove da una parte all’altra, «dondolando fra i due mondi». Si riprendono gli ospiti sempre e solo sul viso, perché sono più le idee che interessano autori e conduttrice. Il pubblico diviene una presenza volutamente discreta, anche nella considerazione delle opinioni, che comunque sono ad appannaggio della Bignardi.

Alcune idee sono vincenti, come quella di far iniziare il programma a due ospiti in dialogo libero senza mediazione del conduttore; oppure il confronto “senza tavolo” fra due personaggi diametralmente opposti.

Al di là di alcuni momenti di cattivo gusto, il pericolo più grave è quello di trasmettere messaggi e valori come se tutto fosse livellato sullo stesso piano. Il telespettatore non acquisisce la consapevolezza che i fatti e le opinioni sono complessi, hanno più sfaccettature. Servono ritmo, precisazioni e un pizzico di superficialità in meno.

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