Le Iene Show – Italia 1

La serie appena iniziata offre la novità dei conduttori, nuovi per i due terzi: la veterana Ilary Blasi conduce con Luca Argentero ed Enrico Brignano.
Le Iene
Il 4 Ottobre è iniziata la nuova serie de Le Iene. Era il 1997 quando il programma di Italia 1 iniziò le trasmissioni, condotte da Simona Ventura con Peppe Quintale e Dario Cassini. Erano gli anni durante i quali Mediaset doveva dimostrare di poter proporre programmi da servizio pubblico che facessero riflettere: portare a galla ingiustizie e italiche assurdità serviva a guadagnarsi la patente di elementi “scomodi”, nonostante un editore impegnato in politica.

 

Negli anni, Le Iene hanno fatto servizi importanti, contribuendo allo smascheramento di alcuni abusi, indagando sui paradossi dei personaggi dell’attualità e del costume italiani. Oggi, però, il programma ha perso la verve dei primi tempi, virando, per le sue inchieste, su soggetti sempre più scontati ma allo stesso tempo più accattivanti, adatti a un pubblico appassionato di Grande fratello, ma con la voglia di sentirsi ancora dalla parte giusta.

Il risultato sono inchieste volutamente prêt-à-porter, superficiali nei contenuti e nel metodo di lavoro adottato. Anche la scelta degli scrosci, dei rumori e delle urla fuori campo, una volta necessari a sottolineare l’assurdo e il paradosso, oggi non sembrano più essere frutto di una scelta consapevole di linguaggio; servono più come elementi di disturbo in un ragionamento già molto frammentato.

 

La serie appena iniziata offre la novità dei conduttori, nuovi per i due terzi: la veterana Ilary Blasi conduce con Luca Argentero ed Enrico Brignano. Il primo è un giovane attore di talento, in costante crescita. Il secondo è un comico bravissimo a teatro, ora ingabbiato in una scena che deve condividere forzatamente con altri.

 

L’assortimento che ne risulta sembra fatto apposta per incantare il pubblico con due bellezze, una maschile e una femminile, fargli posare l’attenzione su una risata un po’ forzata dimenticandosi del resto che si è visto. Ciò che rimane è una finta indignazione per le ingiustizie e le brutture del nostro Paese, che emerge da ogni servizio e da tutti i commenti: ma è quel “finto” che non va, così in contrasto con un programma che avrebbe i numeri per fare davvero del bene.

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