Le Fallas di Valencia: il cuore in fiamme

Le Fallas 2023, la festa regionale valenciana che riunisce milioni di cittadini e attira migliaia di turisti per apprezzare e veder bruciare le effimere opere d’arte che occupano la città sono giunte al termine
Nello sfondo uno dei "ninots" delle Fallas di Valencia, in Spagna. A sinistra una fallera indossa gli abiti tipici per l'occasione. Giovedì 16 marzo 2023. Foto AP/Alberto Saiz

Arte, musica, festa e divertimento. Ma anche nostalgia, malinconia e sentimenti contrastanti. Sono queste le emozioni suscitate dalle Fallas 2023, la festa regionale che si è svolta nella Comunità Valenciana dal 15 al 19 marzo, in occasione della festa di San Giuseppe. La celebrazione si è conclusa domenica sera con la cosiddettacremà, ovvero il rogo dei ninots o strutture di cartapesta, cartone, legno o grasso che satireggiano alcuni aspetti controversi riguardo diverse questioni sociali, e che insieme costituiscono la falla.

Gli artisti delle fallas preparano le statue per mesi, iniziando a pensare alla falla del prossimo anno nei giorni successivi alla cremà. Quest’anno, la vincitrice della sezione speciale è stata la falla Exposición-Micer Mascó, intitolata “Kromática”, una vera e propria esplosione di colori. Ma scuramente la più attesa è la falla del municipio, la più grande, situata nel centro di Valencia, la quale non partecipa al concorso. Milioni di persone vi si recano per presenziare i diversi eventi che si svolgono durante la settimana. Nel 2023, la falla rappresentava un cuore umano che riuniva i vari simboli che caratterizzano il territorio valenciano: le arance, gli uccelli dell’Albufera, i gamberi e la paella.

Falla “We will survive” di El Pilar, secondo premio nella sezione speciale 2023. Foto: Candela Copparoni

Non tutte le fallas però hanno avuto la stessa sorte. Oltre una decina di esse hanno scoperto all’ultimo momento che non avrebbero avuto i loro ninots perché l’artista a cui avevano affidato l’opera non aveva rispettato il contratto. Una vicenda che ha oscurato il momento della plantà che dà inizio all’esposizione delle opere, ma che in molte di queste commissioni è stata superata grazie alla generosità dimostrata dalle fallas vicine. I cittadini hanno donato delle statue e hanno contribuito dipingendo loro stessi i ninots incompiuti, mostrando la forza della solidarietà e la bellezza dell’unità.

Fallas di Valencia 2023. Foto: Candela Copparoni

Nella piazza del comune hanno avuto luogo alcuni degli eventi più importanti delle feste, come la mascletà, uno spettacolo pirotecnico che si svolge ogni giorno dal 1° marzo e che riunisce migliaia di persone in uno spazio ridotto. Il rumore risuona in praticamente tutto il capoluogo valenciano. Da non perdere anche la mascletà notturna, che aggiunge al suono dei petardi uno spettacolo che tinge il cielo di tutti i colori.

Senza dubbio, questo non è l’unico evento che dà colore a serate piuttosto calde per la stagione che stiamo vivendo: ci sono i “castelli“, fuochi d’artificio che animano la città fino a notte inoltrata e che per la prima volta quest’anno sono stati accesi in una location diversa, accanto alla Città delle Arti e delle Scienze. Lo spettacolo luminoso raggiunge il suo massimo splendore la notte del 18 marzo, nota come Nit del foc, quando i fuochi d’artificio illuminano la terreta insieme alla luna di Valencia in una danza di suoni e colori che va avanti durante 20 minuti.

Così come la combinazione fuoco e legno ricorda in origine la festa di San Giuseppe, patrono dei falegnami – all’inizio si  bruciavano i mobili di legno non più utili e altri oggetti -, così anche alla Madonna viene attribuito un ruolo fondamentale durante questa festività. Per due giorni, infatti, si tiene l’ofrena, in cui la comunità fallera presenta a Maria, in processione per le strade della città, mazzi di fiori con cui riempire un’enorme struttura che forma il suo manto.

In questi giorni in cui la gioia e l’emozione si avvertono nel battito dei valenciani e di tutti coloro che si recano a Valencia per godersi le feste tradizionali, non si risparmia in petardi, tende-discoteche in ogni quartiere, bande musicali e, naturalmente, decine di bancarelle per gustare cioccolata con churros o frittelle posizionate ad ogni angolo. La palpitazione si avverte nei suoni costanti che per quasi un mese si susseguono senza sosta, riempiendo ogni spazio e tempo. Così, con il cuore in fiamme dopo l’esperienza vissuta l’altra sera, Valencia si  prepara alle già attese Fallas 2024.

Fallas di Valencia 2023. Foto: Candela Copparoni

__

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come? Scopri le nostre rivistei corsi di formazione agile e i nostri progetti. Insieme possiamo fare la differenza! Per informazioni: rete@cittanuova.it
_

I più letti della settimana

Chiara D’Urbano nella APP di CN

Edicola Digitale Città Nuova - Reader Scarica l'app
Simple Share Buttons