Le città di Pina Bausch

Amarezza e speranza, dolore e ironia nell’arte della coreografa tedesca.
Una scena dello spettacolo "Der Fensterputzer"

È una montagna di rosse rose e peonie la griffe vivace con cui Pina Bausch ha contrassegnato lo spettacolo Der Fensterputzer (il lavavetri): un luogo della mente e della memoria dove cercarsi e perdersi, tra labirinti tracciati con i petali o sotto una pioggia di fiori, mentre, sospeso alla parete di un grattacielo, su un ponte di bambù, un lavavetri osserva donne e uomini in movimento incessante.
Ad ispirare, nel 1997, questo spettacolo fu Hong-Kong, una delle metropoli che hanno segnato il percorso artistico della coreografa tedesca e del Tanztheater Wuppertal, tracciando una personale geografia dell'anima sulle città del mondo. Creazioni nate su commissione: da Roma a Los Angeles, da Mumbai a Lisbona, Budapest, Santiago. Città assorbite attraverso stimoli, emozioni, suggestioni sempre diverse e trasformate in icone di un immaginario che scava dentro la condizione umana con amarezza, ironia, speranza, dolore, per penetrare differenze e identità, dimensioni individuali e collettive, aspirazioni e alienazioni.
A tracciare una mappa di questi “viaggi” è la retrospettiva “World Cities 2012” a Londra fino al 9 luglio, con dieci spettacoli, evento principale delle Olimpiadi della cultura.

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