L’avventura della kappa e della cavalletta

In una splendida mattina di giugno la lettera Kappa vagava per il parco della sua città imbronciata, si sentiva diversa e così decise di fuggire dall'alfabeto.
Favola

In una splendida mattina di giugno la lettera Kappa vagava per il parco della sua città imbronciata, si sentiva diversa e così decise di fuggire dall’alfabeto.

Camminando non si accorse che tante persone e animali la osservavano domandandosi cosa stesse facendo!

Quando le lettere videro che la Kappa era sparita, cominciarono a cercarla e in questo modo gli abitanti non avevano più parole. Infatti le lettere della parola “aquilone” si staccarono impedendo ai bimbi di farne volare uno. La stessa cosa capitò alla “C di casa”, provocando la sparizione di tutte le case, i cittadini non avevano più dimore né parole. Diventando muti, facevano gesti strani per farsi capire sembrando impazziti!

Si trovava a saltellare da quelle parti una cavalletta nana molto saggia che si posò sulla gamba della Kappa; spaventandola le disse: «Kappa, cosa ci fai nel parco tutta sola?».
Kappa rispose: «Mi sento triste e inutile rispetto a tutte le lettere dell’alfabeto, sono straniera!».

La cavalletta aggiunse: «Non sei inutile, in Inghilterra e negli Stati Uniti non combinano niente senza di te». Kappa l’ascoltava attentamente e la cavalletta continuò: «Tu sei preziosa perché dai vigore a tanti nomi. Guarda, la razza umana senza di te non ha parole».

Kappa disse: «Ok, grazie amica cavalletta». In quell’attimo giunsero due A gemelle, una T e una I col puntino; la T disse: «Kappa, c’è bisogno di te; oggi è nata una bimba bellissima, i genitori vogliono chiamarla KATIA con la Kappa».

Kappa si unì con gioia alle lettere e ringraziò la saggia cavalletta per l’amicizia.

Così l’alfabeto si ricompose e ogni cosa tornò al suo posto, gli uomini e le donne riebbero le loro parole.

Anche questa volta la nascita di un bambino aveva contribuito al bene dell’umanità. L’alfabeto compose le seguenti parole: «BENVENUTA KATIA», mentre la cavalletta si posò sopra la sua amica “Kappa”, questa volta senza spaventarla.

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